Lo spettro della criminalità organizzata sull'Umbria. E stavolta non sono illazioni ma fatti ben precisi che aprono una preoccupante finestra sulle realtà della nostra regione.
Nel corso di un'indagine condotta dalla direzione investigativa antimafia a livello nazionale e inerente lo smaltimento illecito dei rifiuti ospedalieri, ieri mattina gli uomini della sezione crimine organizzato della Questura di Perugia, coordinati dal sostituto Gabriele Paci, della Dda, hanno effettuato una lunga e accurata perquisizione, che si è protratta fino a tarda sera, negli uffici dello stabilimento di Padule dell'azienda eugubina Sirio Ecologica.
Al momento sono cinque le informazioni di garanzia emesse: a carico dell'attuale proprietario della ditta Antonio Bei, di Valentino Pierotti, fino a qualche tempo fa presidente della Sirio spa, di Vincenzo Borrelli, commercialista milanese, di Claudio Rocchini e di Stefano Bettelli, a vario titolo soci di alcune delle società legate alla Sirio.
L'inchiesta parla di accuse pesanti: riciclaggio, falso e reati finanziari a vario titolo, in un intreccio inquietante tra criminalità organizzata, riciclaggio di denaro "sporco" e rifiuti tossici.
Un "pasticcio" che avrebbe attirato su questa azienda e le "associate" in Toscana e in Lombardia l'interesse degli investigatori.
L'inchiesta parte da lontano, ovvero da una banda di ex pentiti che avrebbe scelto l'Umbria come base per traffici illeciti.
Si fanno i nomi dell'ex collaboratore di giustizia, Salvatore Menzo, che avrebbe ucciso per un regolamento di conti, Salvatore Conte, anche lui ex pentito e membro della stessa organizzazione, considerato però non più affidabile.
Il suo cadavere venne ritrovato sepolto in un bosco di Santa Cristina di Gubbio il 23 novembre dello scorso anno.
e proprio da qui si sarebbe originato il percorso che avrebbe condotto gli investigatori fino alla Sirio.
Ieri il dirigente della sezione criminalità organizzata e gli investigatori che lavorano al caso sono rimasti a Gubbio per l'intera giornata, per acquisire documentazione necessaria a chiarire alcuni passaggi di questa complessa vicenda.
Durante l'operazione la polizia giudiziaria ha passato al setaccio anche le abitazioni private delle persone interessate dal provvedimento, oltre agli uffici delle affiliate Five Group e Compagnia per l'Ambiente, la ditta marchigiana spesso "citata" dai dipendenti eugubini della Sirio.
Perquisite pure le sedi milanesi della Erp, e della Spazio Ecologica. Mentre presso gli uffici dello stabilimento centrale di Padule sono stati sequestrati documenti contabili e materiale vario.
L'indagine, promossa dalla direzione investigativa antimafia, riguarda dunque un ingente e poco chiaro flusso di denaro sporco tra la Campania e l'Umbria: milioni di euro che secondo indiscrezioni proverrebbero direttamente dalla camorra napoletana, dalla mafia siciliana e dalla sacra corona unita pugliese.
Denaro in mano a una cellula criminale di ex pentiti che si sarebbe costituita in Umbria negli anni scorsi, con l'obiettivo di gestire attività malavitose quali lo spaccio di droga e il traffico d'armi.
Con interessi ramificati a macchia di leopardo all'interno del tessuto economico locale, con una decisa propensione a investire denaro nel settore dello smaltimento dei rifiuti ospedalieri speciali considerato una gallina dalle uova d'oro.
Da qui l'interessamento verso la società eugubina Sirio Ecologica, tanto che fino a qualche settimana fa fonti interne all'azienda e gli stessi sindacati confermavano contatti diretti tra il management e possibili acquirenti napoletani interessati all'acquisto della ditta o all'affitto di un ramo d'azienda.
Trattativa tuttavia che si esaurì in un nulla di fatto, cosicchè alla cordata di imprenditori partenopei sembra che in queste ore se ne sia sostituita un'altra composta da industriali lombardi interessati ad un rapporto di partnership proprio con la Sirio Ecologica.
In ogni caso la cellula in questione, capeggiata dal collaboratore di giustizia Salvatore Menzo, sarebbe responsabile a detta degli inquirenti dell'uccisione dell'ex pentito Salvatore Conte.
Il suo cadavere in avanzato stato di decomposizione venne ritrovato dalla polizia di stato sepolto in un bosco di Monte Urbino di Gubbio il 23 novembre del 2007.
Gli operai della Sirio Ecologica, immediatamente radunatisi al piano terra dell'edificio di Padule, ancora in tarda serata si dichiaravano costernati dall'accaduto.
Queste le impressioni raccolte a caldo dai tre rappresentanti delle Rsu interne:
"Oramai stiamo esaurendo tutte le speranze per un possibile rilancio industriale dell'azienda, questo potrebbe essere il colpo fatale che fa naufragare Sirio"










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