La Maestà lignea torna a Gubbio

È stato presentato ieri il restauro della "Maestà lignea" del XIII secolo, esposta nel museo civico di Palazzo dei Consoli. L'intervento, eseguito presso l'Opificio delle pietre dure di Firenze, è cominciato nel 2006, ultimato solo di recente grazie al contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena in collaborazione con Gubbio Cultura e Multiservizi. Fu Giordana Benazzi della Soprintendenza dei Beni Artistici dell'Umbria a notare la bellissima Madonna in legno, con l'espressione sorridente, nei depositi comunali. La scultura era nella pinacoteca, ma all'inizio degli anni 90, in occasione dei lavori di riallestimento e per il cattivo stato di conservazione, finì nei depositi. Originariamente dovevano esserci un dossale e il Bambin Gesù ancorato al ventre della Vergine (è visibile il gancio).
Si ritiene sia di provenienza autoctona. Tra il XIII e XIV secolo ci fu infatti in Umbria una produzione di Madonne lignee, ha ricordato ieri Tiziana Biganti della Soprintendenza. É stata la devozione a tutelarne nei secoli il mantenimento, nonostante ridipinture e aggiornamenti. L'ipotesi è che esecutori fossero artisti itineranti. Benazzi ha rivelato che nei depositi del museo del Louvre in Francia ci sarebbe una Madonna lignea (sorridente) proveniente da Sant'Agostino di Gubbio, risalente almeno nella sua ridipintura al 1293 così come confermerebbe una scritta. Ma in occasione di un precedente studio, dal Louvre hanno fatto notare la difficoltà di avere riferimenti certi. Una questione sicuramente da approfondire. A descrivere ieri il restauro Laura Speranza, Maria Donata Mazzoni e Francesca Spagnoli, esecutrice dell'intervento. La statua alta un metro e 41 centimetri, larga 40 centimetri è in pioppo, la veste ocra rosso e il manto azzurro. È tornata all'antico splendore con il recupero delle cromie originali. a sottolineare l'importanza dell'operazione il sindaco Orfeo Goracci che ha fatto notare l'offerta museale della città, che ha come punto di riferimento il Palazzo dei Consoli, ma che l'ammnistrazione intende valorizzare in tutta la parte monumentale, compresa quella alta. Gli ha fatto eco in questo senso l'assessore Renzo Menichetti che ha poi sottolineato l'interessamento per il completamento del restauro della presidente delle Cementerie Barbetti, Antonella Barbetti
Anna Maria Minelli
Corriere dell'Umbria Lunedì 14 Dicembre 2009




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