Borodin, Musorgskij, Glinka, Skrjabin, Sostokovic, Rostropovic, Cajkovskij, Rachmaninov, Rinskij-Korsako: l'elenco dei grandi compositori russi è ancora molto lungo. Buona parte dell'immortale (e romantica) musica ottocentesca è nata proprio lì, tra Mosca e San Pietroburgo, città che hanno coltivato l'arte come si coltiva una pianta rara e preziosa. Dopo Israele e la Gran Bretagna il Festival delle Nazioni quest'anno (dal 27 agosto al 5 settembre) potrà attingere a piene mani in quel vastissimo repertorio avendo deciso ieri che la prossima nazione ospite sarà proprio la Russia, nazione ricca di compositori famosi e di eccellenti musicisti.
L'assemblea dei soci riunita a Città di Castello ha infatti approvato il bilancio di previsione (ridotto, rispetto al passato di un 20% per i tagli governativi) ed ha approvato all'unanimità la scelta del direttore artistico Aldo Sisillo di invitare la Russia alla 43ma edizione. "Un territorio musicale sterminato" precisa il presidente del Festival Giuliano Giubilei "Analizzeremo in particolare i rapporti che da sempre si sono intrecciati tra Italia e Russia "
In pratica quando si è sviluppata San Pietroburgo sono stati chiamati in Russia tanti musicisti italiani: Baldassarre Galoppi, Giovanni Paisiello, Carlo Tesserini, Francesco Araja e Cimarosa. La musica russa che poi ha avuto uno sviluppo straordinario è stata tenuta a battesimo proprio dagli artisti italiani". Questo stretto legame tra le due nazioni verrà ricordato attraverso l'esibizione, già sulla carta ricco di intriganti suggestioni, di Stefano Bollani che farà un omaggio, a suo modo, al grande repertorio russo.
In cartellone anche un concerto dei Virtuosi di Mosca e concerto finale affidato alle dita magiche del pianista Ivo Pogorelic che, pur essendo croato (è nato a Belgrado nel 1958), è di formazione russa perché si è diplomato al Conservatorio di Mosca. Tra i tanti premi vinti da Pogorelic c'è anche il Casagrande di Terni (nel 1972) ma per la verità è diventato famoso per un premio non vinto, nel 1980: al Concorso Chopin di Varsavia fu eliminato al terzo turno. Allora la pianista argentina Martha Argerich proclamò che stavano eliminando un genio ed abbandonò la giuria per protesta. Il pianista, dopo la morte della moglie amatissima Aliza Kezeradze, anch'essa pianista e all'inizio sua maestra, ha diradato moltissimo le sue esibizioni e ha smesso di incidere dischi. É stato quindi con grande emozione che il Festival ha accolto il suo assenso a suonare. "Il resto del programma" aggiunge Giubilei "è ancora tutto da definire, del resto mancano ancora sette mesi. Bollani è già stato al festival qualche anno fa. Lui è un improvvisatore, quindi farà un programma sui temi russi, e se li gestirà a modo suo. Pogorelic eseguirà musiche di Stravinskij e Chopin. Tra gli eventi collaterali stiamo pensando ad un tributo al grande cinema russo oppure ad una figura storica importante come Caterina di Russia che ha dato spunti ad alcuni grandi film". e il balletto così strettamente legato ai compositori russi? "Stiamo valutando se ce la facciamo con le risorse a disposizione. Avremmo bisogno di un aiuto. Di sponsor: il budeget è stato ridotto dal governo. Ci sono stati tolti anche i contributi per i corsi di formazione. Per fortuna siamo riusciti a trovare altri finanziamenti e i corsi li abbiamo salvati". Come avete annunciato l'anno scorso pensate di far esibire gli studenti in piccoli concertini sparsi per la città? "La disponibilità del Comune c'è stata assicurata. Ora dipende da noi, dalla nostra capacità di organizzarli". Avete attivato anche una sinergia con la Fondazione Burri? "é una sinergia che ho cercato da subito di mettere in moto. Bisogna vincere un po' di gelosie, di abitudini decennali. Io ce la sto mettendo tutta per cercare di camminare insieme"
Anna Lia Sabelli Fioretti
Corriere dell'Umbria Domenica 31 Gennaio 2010




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