Nuovi passi verso l'Unesco. Sono quelli che stanno muovendo Gubbio, Nola, Sassari, Viterbo per inserire nella lista dei beni immateriali dell'Unesco le proprie feste. Le città fanno parte del protocollo di intesa siglato nel 2006 (tra cui anche Palmi) tra i Comuni custodi di antiche feste in cui sono presenti macchine di legno portate a spalla. L'occasione per riparlarne è stata data dal convegno tenutosi negli scorsi giorni a Nola, sulla volontà di inserire la Festa dei Ceri, Festa dei Gigli, la Macchina di Santa Rosa e i Candelieri di Sassari, nel patrimonio immateriale dell'umanità. All'incontro hanno preso parte anche l'antropologo dell'università di Salerno Paolo Apolito e la dottoressa Patrizia Nardi, promotrice del protocollo. Quello di Nola è stato solo il primo di un ciclo di iniziative che saranno messe in campo dalle città interessate, in vista della prossima scadenza.
La presentazione delle domande dovrà avvenire infatti entro il 31 agosto 2010 e da più voci, durante il convegno, è stata sottolineata l'importanza di fare rete. Va ricordato che Gubbio è stata la prima città in Italia a presentare la candidatura.
L'idea che la Festa dei Ceri fosse inserita nel patrimonio Unesco è nata nel 2004. Una delegazione della quale facevano parte anche il sindaco Goracci e il consigliere Chiocci (fu lui il proponente) insieme al presidente dell'Università dei Muratori Aleandro Alunno partì alla volta di Roma. Fu proprio Gubbio poi nel 2005 sede del primo incontro per la creazione dell'elenco di beni immateriali. Sino ad arrivare al 2009, quando gli onorevoli Rocco Girlanda (Pdl) e Giampiero Giulietti (Idv) si sono interessati nuovamente della questione, presentando una interrogazione al ministro per i Beni culturali Bondi e al sottosegretario Giro. Due gli step successivi: la creazione di un comitato presso il ministero dei Beni culturali per valutare i requisiti delle domande presentate per l'Italia e la riformulazione da parte del Comune di Gubbio della richiesta, essendo cambiati, con l'avvicendarsi dei Governi, alcuni requisiti. Più volte e anche dallo stesso Bondi è stato sottolineato il valore culturale della Festa dei Ceri e il fatto che si sia tramandata nei secoli, senza essere mai interrotta. Ma di Ceri e Unesco si tornerà presto a parlare. Durante le conclusioni del convegno di Nola è stato annunciato che la prossima città ad ospitare l'incontro sarà proprio Gubbio, di certo un' occasione per fare il punto della situazione
(a.m.m.)
Corriere dell'Umbria Martedì 16 Marzo 2010




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