La Festa dei Ceri si candida da sola all'Unesco. È di questi giorni la notizia che Gubbio presenterà la candidatura affinché la Festa dei Ceri sia inserita nel patrimonio immateriale dell'Unesco, sganciandosi dalle altre città caratterizzate da feste con macchine a spalla. Il protocollo tra le città di Gubbio, Nola, Palmi, Viterbo e Sassari era stato firmato nel 2006, successivamente era nata la volontà di presentare una candidatura unica.
"La decisione - spiega l'assessore Lucio Panfili - segue a una valutazione comune fatta da tutte le componenti che si stanno occupando del percorso Unesco, oltre all'amministrazione comunale quindi, l'Università dei Muratori, il Maggio eugubino, le Famiglie ceraiole e la curia vescovile. Rispetto alla candidatura congiunta sono stati valutati elementi di incertezza e ritardi nelle strategie. Avevamo già messo al corrente la coordinatrice Patrizia Nardi, sino da aprile scorso, che il Comune non avrebbe atteso il 2011. Tenendo poi conto della specificità della Festa, si è scelto di proseguire l'iter in modo autonomo. L'amministrazione ne ha dato quindi comunicazione in una nota, inviata in occasione dell'incontro tenutosi il 15 ottobre."
Si tratta dell'incontro svolto a Roma alla Camera dei Deputati tra le città interessate. Significa che Gubbio uscirà dal protocollo delle macchine a spalla?
"Assolutamente no, noi abbiamo comunicato che candideremo singolarmente la Festa dei Ceri, ma rimaniamo nella rete che era stata concepita, non in vista dell'Unesco, ma per finalità di inter scambio culturale."
A che punto è il percorso per l'Unesco?
"La scadenza per la presentazione, fissata a luglio scorso, era stata poi prorogata dal Ministero a gennaio 2011. Questo ha comportato la richiesta di ulteriore documentazione alla quale stiamo lavorando. L'intero percorso lo stiamo facendo gomito a gomito con tutte le componenti della Festa, tanto per la scelta dei contenuti che per le strategie da mettere in atto. Il ruolo dell'amministrazione è stato quello di coordinare, ma le decisioni vengono prese insieme. Così come avverrà per la richiesta della candidatura, che sarà presentata da tutte le componenti. Questo garantisce, così come richiesto, che la domanda non sia solo un atto burocratico o amministrativo, ma vera e propria espressione di una comunità intera, quale è la Festa dei Ceri"

Anna Maria Minelli

Corriere dell'Umbria Giovedì 21 Ottobre 2010




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