Ritrovo domani a Montelabate

Una rimpatriata nel paese che non c'è. Un borgo scomparso, Montelabate, dove sorge un'antica abbazia e un'azienda agricola della Gaslini di Genova: fino a 30 anni fa c'erano case, famiglie, c'era un paese. Dopo il sisma dell'82, i danno strutturali alle vecchie abitazione è iniziato l'esodo. Lo svuotamento. Adesso, per un giorno, il passato torna a vivere. Sono intorno a centocinquanta, vengono da tutta l'Umbria e da gran parte dell'Italia del centro nord e si ritroveranno domani a pranzo perché hanno un minimo comun denominatore: essere nati e cresciuti, aver abitato almeno per un pezzo della loro vita nella splendida collina di Montelabate, ai piedi della storica abbazia.
"Dagli anni Sessanta fino ai primi degli Ottanta - è scritto in un comunicato dei promotori dell'iniziativa - nell'antico complesso abbaziale benedettino prima e cistercense poi, edificato prima dell'anno mille e divenuto dopo l'Unità d'Italia in una fattoria gestita dalla Gaslini di Genova vivevano un'ottantina di famiglie. Per necessità, per scelta, per gli imprevedibili casi della vita progressivamente, la maggior parte di esse se n'è andata, le ultime dopo il terremoto del 1982 che provocò danni serissimi all'abbazia ed agli immobili ai suoi piedi."
Le ultime persone si sono trasferite precisamente nel 1984. Montelabate, quindi, non esiste più come paese, sebbene l'attività agricola della Gaslini non è cessata e stia recentemente tornando al centro dei percorsi turistico-culturali regionali e non solo, da quelli organizzati dalla Provincia di Perugia con "Storie di Ville e Giardini", a iniziative che hanno coinvolto l'Unesco. Rilevante anche l'interesse dei media, della televisione in particolare, con le riprese della fiction "Preferisco il Paradiso" interpretata da Gigi Proietti che si sono svolte a Roma, Viterbo, Pienza e nell'abbazia perugina. Montelabate tuttavia, al di là del restyling d'immagine, è rimasto nel cuore di chi vi ha vissuto. Per questo, su iniziativa di Sara Bulagna, titolare di un negozio di calzature a Casa del Diavolo e Giselda Catana, dipendente della Asl di Perugia (due delle poche che abitano ancora vicine) è stato organizzato un pranzo nell'agriturismo "Il Coppo", sempre inserito nel territorio della tenuta. La ricerca degli antichi 'montelabatesi', spiegano le organizzatrici è avvenuta attraverso il passa parola, tante telefonate ed anche l'utilizzo dei social network.
"Non avremmo mai pensato di suscitare tanto interesse ed entusiasmo - hanno detto - d'altra parte Montelabate era ed è un luogo magico, ricco di spiritualità, di storia, delle vestigia di una Chiesa potente e rassicurante da lasciare un'impronta indelebile. Tanto indelebile che un semplice pranzo è diventato un evento da tutto esaurito, un'occasione per ricordare e per insegnare ai bambini che un paese non è un'entità fisica, è una condizione mentale. L'idea di essere parte di un tutto che non si spezza e riaffiora quando meno te lo aspetti"

Alessandro Antonini

Corriere dell'Umbria Sabato 16 Ottobre 2010




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