Il tartufo bianco c'è, e quest'anno costa anche di meno proprio a causa della maggiore quantità di tuberi "cavati". In vista della trentanovesima mostra mercato del pregiato tubero in programma da venerdì 29 ottobre fino a martedì 2 novembre, il presidente dell'associazione Tartufai del comprensorio eugubino-gualdese Mario Perugini traccia un bilancio positivo per il 2010, soprattutto in relazione a quanto era accaduto lo scorso anno e più in generale nell'ultimo lustro, quando le raccolte erano state di minore portata a causa di fattori molteplici, tra cui la mancanza di precipitazioni.
"i numeri quest'anno sono molto buoni - spiega Perugini - pur dovendo tenere in considerazione che sul nostro territorio ci troviamo di fronte a una situazione a macchia di leopardo. Ci sono aree che danno più, dalle quali i cavatori riescono a trovare diversi esemplari ogni giorno, e altre che producono di meno, ma in generale il quadro è molto buono perché si ‘bucà un po' dappertutto con una certa continuità. Va detto comunque - prosegue il presidente dell'associazione Tartufai eugubino-gualdese - che il nostro territorio, a differenza di quanto ad esempio è capitato nelle regioni limitrofe e in altre parti d'Italia, non ha ancora dato tutto quello che potrebbe, e a mio parere nel mese di novembre potrebbe esserci un vero e proprio boom per i cavatori."
Il motivo principale di questa fecondità è da ricondurre alle condizioni climatiche.
"Le piogge abbondanti e costanti cadute durante tutto l'anno indubbiamente hanno favorito la nascita dei tartufi, che in questo 2010 sono tanti e di diverse pezzature. Negli anni scorsi questa continuità delle precipitazioni era mancata soprattutto nei periodi estivi, oggi invece la situazione è ben diversa e i risultati si vedono."
Una delle conseguenze sta nel calo dei prezzi.
"All'incirca quest'anno si vende a 300 euro in meno al chilogrammo rispetto al 2009, e ritengo che oltre alla quantità maggiore di tartufi ‘cavati', che chiaramente porta a un fisiologico abbassamento dei prezzi, va tenuto conto anche della crisi economica generale: sarebbe impensabile infatti vendere a costi molto salati, viste le difficoltà delle famiglie, ed è anche per questo che con pezzature piccole ci si attesta all'incirca tra i 40 e gli 80 euro all'ettogrammo"

Lorenzo Billi

Corriere dell'Umbria Mercoledì 27 Ottobre 2010




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