Gubbio e la Gola del Bottaccione

 Gola del BottaccioneAlle falde del monte Ingino, nel nord della Valle Umbra, Gubbio guarda le ondulate campagne circostanti con le sue vetuste costruzioni in pietra. Alte mura, erette tra XIII e XIV secolo, ne cingono il perimetro, mentre isolati nella piana si levano il mausoleo e il grande teatro romano.
Una lunga storia si dispiega nel passato di questa cittadina, che sorse intorno al II sec. a.C.
come Tota Ikuvina. Sopravvissuta alle devastazioni dei Barbari, Gubbio rifiorì come libero Comune e in questa nuova veste medievale si cristallizzò, giungendo fino a noi ricca di fascino e di suggestioni. Visitiamo dunque il borgo, con gli antichi palazzi del potere civile, la Loggia dei Tiratori e la Fontana dei Matti.
Tra le molte tradizioni tuttora vitali in questo centro vi è l'arte dei balestrieri, celebrata ogni anno a maggio in un Palio, che vede gli eugubini sfidare i tiratori di Sansepolcro.
A metà dello stesso mese avviene la famosa Corsa dei Ceri, una veloce traversata del paese fino alla cima del monte Ingino. L'artigianato della ceramica è ancora oggi fiorente nelle botteghe eugubine. Una sezione del Museo Civico espone le meravigliose realizzazioni cinquecentesche.
Frutto dell'invenzione di Mastro Giorgio Andreoli, la tecnica di cottura e coloritura utilizzata per questi oggetti andò perduta alla morte dei suoi figli.
Il Museo conserva inoltre le preziose tavole eugubine, sette lastre di bronzo scritte in lingua umbra (II - I sec. a.C.) che costituiscono un documento epigrafico di straordinario valore.
Dopo aver passeggiato per vie e quartieri, fino alla panoramica Piazza Grande e al Palazzo Ducale, è tempo che i buongustai facciano uno spuntino. Di prima qualità sono il tartufo bianco, il liquore alle erbe di S.Ubaldo e il vino. Per un pasto più consistente, le taverne offrono cacciagione, maccheroni alle noci e una frittata che si chiama brustengo. Una piacevole escursione consente infine di apprezzare le bellezze naturali dei dintorni di Gubbio. Da porta Metauro, la SS.298 segue il corso del Torrente Carmignano fino alla Gola del Bottaccione.
Nel XIV secolo un geniale architetto noto come il Gattapone vi costruì uno sbarramento per la creazione di un bacino artificiale. Fu così garantito l'approvvigionamento idrico della città durante tutto l'anno, affinché i mulini e i numerosi laboratori di tintura e tessitura potessero svolgere al meglio le proprie attività. La vallata ha restituito inoltre una sequenza sedimentaria la cui importanza scientifica è riconosciuta a livello mondiale. In uno strato datato 65 milioni di anni fa ricercatori americani hanno rilevato una forte concentrazione di iridio, minerale assai raro sulla Terra e di sicura origine meteoritica. Una delle teorie sulla scomparsa dei dinosauri parla di un asteroide che, proprio 65 milioni di anni fa, sarebbe caduto sul nostro pianeta. La Gola del Bottaccione reca forse una traccia di questo evento, ipotizzato da molti ma non ancora del tutto provato.



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