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venerdì 2 novembre 2012

Un daino in piscina: “arrestato e ricondotto al domicilio” dalla Polizia Provinciale

Gli agenti della Polizia Provinciale del comprensorio di Città di Castello hanno recuperato, ad Umbertide, un esemplare di daino del peso di circa 90 kg. L'intervento è stato realizzato presso la piscina comunale, dove l'animale era finito internamente ad un recinto. Il selvatico, spaventato ed innervosito, cercava di saltare nuovamente la recinzione, con pericolo per lo stesso e per la circolazione stradale.

Gli agenti della Polizia Provinciale hanno prontamente bloccato il selvatico, con tutte le cautele del caso. Dopo averlo immobilizzato e bendato, lo hanno trasportato in località Torre Certalta e lo hanno liberato in aperta campagna in zona protetta alla caccia, il tutto alla presenza del veterinario Usl e del tecnico faunistico della Provincia.

Provincia di Perugia Venerdì 2 Novembre 2012

domenica 13 febbraio 2011

No ai rifiuti nell’inceneritore

L'incenerimento dei rifiuti e il piano regionale da cambiare è stato questo il tema portante dell'incontro che si è svolto giovedì sera all'hotel Beniamino Ubaldi, organizzato dall'Idv e durante il quale il partito ha espresso la sua contrarietà all'incenerimento dei rifiuti. Per l'occasione sono intervenuti il segretario regionale dell'Idv, Paolo Brutti, il capogruppo in consiglio regionale, Oliviero Dottorini, il segretario provinciale, Alfredo Andreani, il capogruppo provinciale, Franco Granocchia, e il coordinatore eugubino Fabio Menichetti. In sala erano presenti anche la pro sindaco, Maria Cristina Ercoli, l'assessore all'ambiente, Lucio Panfili, alcuni consiglieri comunali e i segretari dei partiti del centro sinistra. Secondo Alfredo Andreani negli anni a venire le più importanti discariche umbre raggiungeranno la saturazione, tale contingenza comporterebbe lo smaltimento dei rifiuti nei cementifici.
"La strada da percorrere è quella dell'implementazione dei centri di riciclo"
ha spiegato Fabio Menichetti, mentre Oliviero Dottorini ha ricordato come l'Umbria sia ferma al 31% di raccolta differenziata.
(Fra.Cap.)
Corriere dell'Umbria Sabato 12 Febbraio 2011

lunedì 31 gennaio 2011

Dopo il crollo della diga di Montedoglio agricoltori in ansia per l’acqua

Hanno parlato i tecnici illustrando quello che sarà il futuro tecnico della diga di Montedoglio dopo la paura del mese scorso. Hanno parlato riportando elementi rassicuranti per quanto riguarda la sicurezza, elementi che sono comunque stati frutto di un acceso dibattito in consiglio comunale. Tutti concordi sulla sicurezza da ripristinare al più preso e convinti che comunque la magistratura che ha aperto una inchiesta al riguardo faccia chiarezza al più presto sulle modalità e soprattutto sulle responsabilità, non dimenticando che la diga è una fonte di vita per molti. Un fatto non passato in secondo piano e che ha visto interventi da parti di alcuni consiglieri. Uno di questi è stato appunto Francesco Monini consigliere comunale del Partito socialista, che ha voluto così dare voce agli agricoltori della Vatiberina, sicuramente tra i più penalizzati e tra i più allarmati da questa incredibile vicenda. Una parte vitale dell'economia locale che venendo a mancare un bacino importante per l'attingimento vede avvicinarsi lo spettro di una estate con poca, se non pochissima acqua a disposizione per le colture. Monini ha chiesto
"chiarimenti sul fatto che il collaudo che era in atto al momento del crollo non sia stato comunicato agli enti istituzionali e alla protezione civile" e "sulle implicazioni della costruzione dell'invaso in area sismica"
, prima di affrontare le questioni rilevanti che riguardano l'agricoltura.
"Ringrazio l'assessore Cecchini per le garanzie agli agricoltori sull'uso irriguo nei prossimi tre anni - ha affermato l'esponente della maggioranza - ma che succede agli agricoltori con i metri cubi persi, visto che pagano profumatamente l'acqua? Questo è un tema da affrontare insieme alla garanzia che non ci siano ripercussioni nei mesi estivi per quanto riguarda le ordinanze che stabiliscono gli orari di attingimento. C'è stato un problema, cerchiamo di non crearne altri agli agricoltori"
, ha concluso Monini. Allarme sulla sicurezza dell'invaso è stato invece espresso da Mauro Alcherigi che ha voluto rimarcare una questione ""c'è una preoccupazione fondata per la situazione della diga - ha rilevato Alcherigi - in presenza di due ipotesi per il crollo, il cedimento della fondazione o il cedimento dei giunti tra i conci, che destano inquietudine
". Prima dell'acqua da bere e dell'acqua per l'agricoltura - ha concluso il capogruppo del Prc - c'è il fatto che la diga è una minaccia che deve essere scongiurata. Se il direttore dell'Ente Irriguo non si spiega il crollo, come ha dichiarato di recente, da cittadino mi sento preoccupato e mi sarei aspettato una risposta tecnica certa, visto che è trascorso più di un mese dal crollo"

Claudio Bianchi

Corriere dell'Umbria Sabato 29 Gennaio 2011

venerdì 31 dicembre 2010

Montedoglio: Il Governo non sottovaluti il crollo è un fatto serio

"Nessuna sottovalutazione - Afferma in una nota il Capogruppo dell'Udc in Consiglio Provinciale Maurizio Ronconi - del crollo del muro di contenimento della diga di Montedoglio. Un incidente inquietante, avvenuto nel periodo di massimo contenimento dell'invaso e che ha interessato una struttura di calcestruzzo. Appare inspiegabile che sia crollato il manufatto che teoricamente doveva essere il più resistente e oltre alle cause si dovranno indicare eventuali responsabilità. Il ricordo del disastro del Vajont non dovrebbe mai far abbassare la guardia sul sistema delle dighe e sino a quando non saranno definite le cause e le eventuali responsabilità del crollo di Montedoglio saranno vietati trionfalismi sullo scampato pericolo. Il ministero ora ha il dovere di chiarire nei tempi più brevi possibili e riferire tutto e con chiarezza ai cittadini interessati e a tutta l'opinione pubblica."

Gc10452.red

Provincia di Terni Venerdì 31 Dicembre 2010

giovedì 30 dicembre 2010

Emergenza Diga di Montedoglio

Su disposizione del presidente dell'Ente Marco Vinicio Guasticchi, è stata immediata, nella serata di ieri, la mobilitazione della Provincia di Perugia dopo aver ricevuto intorno alle 22,30 la segnalazione di un problema presso lo sfioratore della Diga di Montedoglio. L'Ente di Piazza Italia ha immediatamente attivato la propria sala operativa (composta da Protezione civile, Polizia provinciale, Servizio idraulico, viabilità e ambiente) ed inviato nella zona interessata diverse pattuglie della Polizia provinciale e dei Servizi di polizia idraulica e viabilità per il monitoraggio delle aree a rischio esondazioni, a causa dell'accresciuta portata del fiume Tevere. Successivamente la Provincia ha concorso inviando i propri funzionari tecnici presso il Centro coordinamento soccorsi e unità di crisi costituita a Città di Castello. Per tutta la notte i tecnici idraulici e la Polizia provinciale hanno tenuto sotto costante osservazione l'asta del Tevere, con pattuglie dislocate nei punti vulnerabili e nelle intersezioni stradali ritenute a possibile rischio. Tutte le variazioni di portata venivano inoltre monitorate in tempo reale attraverso il sistema telematico "Marte". Per l'intera notte l'assessore provinciale alla difesa e gestione idraulica Domenico Caprini ha seguito l'evolversi della situazione presso l'unità di crisi, a fianco del sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta e degli altri rappresentanti istituzionali, tenendosi in contatto continuo con il presidente Guasticchi.
"Il nostro personale – riferisce Caprini – ha prestato un servizio di primo soccorso agli sfollati, collaborando alle operazioni per il trasporto, dalla sede della Protezione civile regionale di Magione, di letti e coperte con cui trascorrere la notte. L'attività degli agenti della Polizia è stata di particolare aiuto a Citerna, dove maggiormente si è avvertito il pericolo."

Intorno alle 3 inoltre si è reso necessario chiudere temporaneamente al traffico le strade provinciali 100 i tratto e 100 II tratto di Selci Lama. Al momento, nonostante l'allarme esondazioni stia rientrando, continuano a rimanere allertate le strutture dell'Ente e si stanno effettuando sopralluoghi tecnici per comprendere le reali cause dell'incidente. Il presidente Guasticchi, che è rimasto costantemente in contatto con tutti i sindaci dell'Alto Tevere e con il presidente della Provincia di Arezzo Roberto Vasai che ha coordinato le operazioni sul versante della Valtiberina toscana, assicura che l'Amministrazione provinciale perugina continuerà a fare la sua parte finchè l'emergenza non sarà rientrata.

AMB10154.ET

Provincia di Perugia Giovedì 30 Dicembre 2010

venerdì 8 gennaio 2010

L'anno di svolta per il tabacco

Il 2010 sarà certamente l'anno del tabacco. Trecentocinquantotto giorni che rappresentano un tempo ragionevole per verificare "sul campo" quali saranno gli effetti dell'organizzazione comune di mercato per il tabacco entrata a regime da appena sette giorni. Non essendo più previsto un aiuto accoppiato alla produzione, il sostegno sarà disaccoppiato per il 50% dell'importo originario e la restante parte andrà a finanziare le misure del piano di sviluppo rurale. L'attuale sistema di aiuti alla produzione muterà completamente anche se questo significa l'abbandono della produzione dal momento che potranno essere previsti aiuti nell'ambito della programmazione regionale per sostenere la coltivazione e aumentare la competitività del tabacco locale. Si tratta delle cosiddette misure di revisione agro ambientali declinate in una sorta di aiuto al prezzo del tabacco. Una partita che si gioca in Europa ma che coinvolge l'Umbria e
"le sue seicento aziende produttrici. Le misure di contributi da sole non potranno essere in grado di sostenere la coltivazione - sostiene Angelo Corsetti di Coldiretti - ma dovrà manifestarsi l'interesse della manifattura per il tabacco nazionale con un adeguato aumento dei prezzi di acquisto."
Passaggio cruciale, questo, dato che gran parte della partita si giocherà sul confronto tra associazioni di prodotto e trasformatori.
"Le industrie e le manifatture - aggiunge Oriano Gioglio di Interbright - dovranno fare la loro parte affinchè le aziende possano continuare a produrre tabacco. L'obiettivo si aggira attorno ai 3.000 euro a ettaro; prezzo sotto il quale produrre tabacco non avrebbe senso."
Condizione peraltro facilmente raggiungibile visto che a livello internazionale il tabacco spunta
"prezzi che sono nettamente superiori a quelli italiani e che non garantiscono lo stesso livello di controlli a cui sono sottoposti i nostri tabacchi."
C'è poi il capitolo Europa su cui pesa lo stallo nella ripresa delle trattative. Arcinota è, infatti, la contrarietà della Commissione europea alla proroga del regime di disaccoppiamento parziale al 2013. Certo è che gli aiuti agro ambientali non sono le uniche misure in discussione dato che oltre alle misure per consentire un aiuto alla competitività del comparto per le aziende che intendono continuare la coltivazione, dovrà essere previsto anche il sostegno per le aziende che intenderanno riconvertirsi. Intanto, come denunciato tempo fa dai sindacati, cresce l'allarme tra i lavoratori del tabacco, settore che conta ottomila addetti nella sola Umbria, suddivisi tra la parte "verde" e quella industriale (trasformazione più indotto) e quasi tutti concentrati nella zona dell'Altotevere. Il pericolo è che i finanziamenti slegati dalla produzione potrebbero indurre le aziende a ridurre drasticamente le produzioni con le ovvie ripercussioni nel mercato del lavoro. Migliaia di posti a rischio e una crisi che piegherebbe tutta la vallata
Sandra Biscarini
Corriere dell'Umbria Giovedì 7 Gennaio 2010

mercoledì 16 dicembre 2009

PM10 nell'aria di Gubbio: sotto controllo i dati dell'inquinamento a Gubbio

Ecco un pannello riassuntivo fornito dall'ARPA Umbria che illustra l'andamento attuale e quello previsto delle concentrazioni di Ozono a Perugia e Terni e PM10 nei maggiori centri dell'Umbria, fra cui anche Gubbio.
La lettura è estremamente intuitiva:
  • Faccia verde: aria non inquinata, o meglio inquinamento nei limiti di legge
  • Faccia gialla: cominciamo a preoccuparci
  • Faccia rossa ... non è un bel segno per la qualità dell'aria.

martedì 8 dicembre 2009

Gubbio e la Gola del Bottaccione

 Gola del BottaccioneAlle falde del monte Ingino, nel nord della Valle Umbra, Gubbio guarda le ondulate campagne circostanti con le sue vetuste costruzioni in pietra. Alte mura, erette tra XIII e XIV secolo, ne cingono il perimetro, mentre isolati nella piana si levano il mausoleo e il grande teatro romano.
Una lunga storia si dispiega nel passato di questa cittadina, che sorse intorno al II sec. a.C.
come Tota Ikuvina. Sopravvissuta alle devastazioni dei Barbari, Gubbio rifiorì come libero Comune e in questa nuova veste medievale si cristallizzò, giungendo fino a noi ricca di fascino e di suggestioni. Visitiamo dunque il borgo, con gli antichi palazzi del potere civile, la Loggia dei Tiratori e la Fontana dei Matti.
Tra le molte tradizioni tuttora vitali in questo centro vi è l'arte dei balestrieri, celebrata ogni anno a maggio in un Palio, che vede gli eugubini sfidare i tiratori di Sansepolcro.
A metà dello stesso mese avviene la famosa Corsa dei Ceri, una veloce traversata del paese fino alla cima del monte Ingino. L'artigianato della ceramica è ancora oggi fiorente nelle botteghe eugubine. Una sezione del Museo Civico espone le meravigliose realizzazioni cinquecentesche.
Frutto dell'invenzione di Mastro Giorgio Andreoli, la tecnica di cottura e coloritura utilizzata per questi oggetti andò perduta alla morte dei suoi figli.
Il Museo conserva inoltre le preziose tavole eugubine, sette lastre di bronzo scritte in lingua umbra (II - I sec. a.C.) che costituiscono un documento epigrafico di straordinario valore.
Dopo aver passeggiato per vie e quartieri, fino alla panoramica Piazza Grande e al Palazzo Ducale, è tempo che i buongustai facciano uno spuntino. Di prima qualità sono il tartufo bianco, il liquore alle erbe di S.Ubaldo e il vino. Per un pasto più consistente, le taverne offrono cacciagione, maccheroni alle noci e una frittata che si chiama brustengo. Una piacevole escursione consente infine di apprezzare le bellezze naturali dei dintorni di Gubbio. Da porta Metauro, la SS.298 segue il corso del Torrente Carmignano fino alla Gola del Bottaccione.
Nel XIV secolo un geniale architetto noto come il Gattapone vi costruì uno sbarramento per la creazione di un bacino artificiale. Fu così garantito l'approvvigionamento idrico della città durante tutto l'anno, affinché i mulini e i numerosi laboratori di tintura e tessitura potessero svolgere al meglio le proprie attività. La vallata ha restituito inoltre una sequenza sedimentaria la cui importanza scientifica è riconosciuta a livello mondiale. In uno strato datato 65 milioni di anni fa ricercatori americani hanno rilevato una forte concentrazione di iridio, minerale assai raro sulla Terra e di sicura origine meteoritica. Una delle teorie sulla scomparsa dei dinosauri parla di un asteroide che, proprio 65 milioni di anni fa, sarebbe caduto sul nostro pianeta. La Gola del Bottaccione reca forse una traccia di questo evento, ipotizzato da molti ma non ancora del tutto provato.

domenica 3 maggio 2009

Il progetto Gt2020

Un progetto che sta partendo che punta su un discorso di mix poligenerativo per raggiungere gli obiettivi del progetto europeo "20-20-2020", ovvero la produzione del 20% dell'energia necessaria da fonti alternative.
È quello che è stato presentato nella sala consiliare da un gruppo gualdese che, partendo dal social network gualdese (gualdotadino.ning.com) ha lanciato questa proposta: fare di Gualdo Tadino una città sostenibile secondo quanto previsto dagli obiettivi europei.
Gt2020, il nome, e a spiegarne i contenuti agli assessori regionali Bottini e Giovannetti, Roberto Santinelli, fisico gualdese che lavora al Cern, Simone Cappellini, gualdese che lavora a Modena nel mondo informatico, e Francesco Castellani, che ha seguito le vicende dell'eolico gualdese.
È stato comunque il sindaco Scassellati a fare gli onori di casa, introducendo le tematiche e sottolienando come nei giorni scorsi è stata firmata l'adesione di Gualdo al Convenant dei sindaci, il patto che regola il progetto 2020.
Nel suo intervento il sindaco si è richiamato ai progetti sull'eolico gualdese e al bando sul fotovoltaico, ma ha anche affermato che rispetto all'inizio del mandato, cinque anni fa, lo scenario è cambiato e il progetto Gt2020 nasce anche per superare le difficoltà del passato.
Un progetto Gt2020 che ha sicuramente colpito i due amministratori regionali che hanno sottolineato la bontà della scelta di Gualdo Tadino di aderire al progetto 2020.
L'assessore all'Ambiente Bottini ha anche ribadito le difficoltà legislative a livello nazionale. Sull'eolico ha detto Bottini siamo fermi alle due pale di Fossato di Vico, mentre l'unico parco eolico di San Giustino sta trovando difficoltà con la Sovrintendenza.
Comunque da parte di Bottini è giunto lo sprone ad andare avanti sul filone del 2020, una strada che anche la Regione ha intrapreso e sui punta mettendo a disposizione qualcosa come 54milioni di euro per sfruttare le possibilità delle energie alternative.
Gli ha fatto eco l'assessore allo Sviluppo economico Giovannetti che ha annunciato che sono in arrivo da parte del Governo le linee guida attuative del progetto 2020.
Giovannetti ha affermato di aver ascoltato cose interessate, da approfondire, invitando comunque a evitare percorsi e progetti che cozzano con leggi esistenti.
L'assessore regionale allo Sviluppo economico ha parlato anche della possibilità di mettere in campo progetti caratterizzanti, cioè che ipotizza in alcune zone della città o in aree specifiche la possibilità di produrre energia solo da fonti rinnovabili
Corriere dell'Umbria Domenica 3 Maggio 2009

lunedì 27 aprile 2009

1000 Tetti fotovoltaici a Città di Castello saranno 172

"L'opportunità non è di poco conto perché si tratta di produrre energia elettrica per tutti gli usi domestici a costo zero per 20 anni (con un risparmio per nucleo familiare medio di 4 persone ipotizzato su 700 euro l'anno) e alla fine di questo periodo riscattare l'impianto alla cifra simbolica di 100 euro."
Si è espresso così Massimo Massetti, assessore alle Politiche ambientali del Comune di Città di Castello, nella conferenza stampa tenutasi nella residenza municipale tifernate alla presenza del sindaco Cecchini e di quello di Sigillo Brancadoro, ha definito
"il senso e la prospettiva di un bando che porterà alla creazione di 321 tetti fotovoltaici (310 in case private 11 in edifici pubblici) nei Comuni di Città di Castello (172), Citerna (14), Costacciaro (6), Fossato di Vico (11), Lisciano Niccone (4), Massa Martana (15), Monte Santa Maria Tiberina (6), Montone (7), San Giustino (48), Sigillo (11), Tuoro sul Trasimeno (16)."
L’assessore Massetti ha anche spiegato come si tratti del passo conclusivo della campagna regionale "1000 tetti fotovoltaici" (in effetti sono 3000, 2000 nella Provincia di Perugia, 1000 in quella di Terni) condotta da Agenzia per l'Energia e l'Ambiente per la Provincia di Perugia, Consorzio "Abn" e "SiEnergia".
Quest'ultimo bando diventerà pubblico domani e vi potranno concorrere tutti coloro la cui abitazione
“presenta una copertura ben esposta a sud con una superficie utili di almeno 30 mq"
e che risulti
"libera da ombre e non soggetta a vincoli architettonici, urbanistici e ambientali come spesso accade per i centri storici."

Gli impianti che verranno realizzati grazie al bando avranno una potenza pari a 3 kwp, saranno collegati direttamente alla rete del distributore locale di energia elettrica e potranno anche essere installati su tettoie, pensiline e lastrici solari.
Copia del bando e modello di domanda possono essere scaricati dal sito www.aea.perugia.it,

Le domande devono essere inviate entro e non oltre il prossimo 30 maggio, esclusivamente tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, all'Agenzia per l'Energia e l'Ambiente della Provincia di Perugia Centro Direzionale Quattro Torri via Corcianese 11 Perugia.
Il bando sarà oggetto anche di 3 incontri pubblici d'informazione che si terranno per l'Alta Valle del Tevere mercoledì a San Giustino alle ore 18 al museo del tabacco (per S.Giustino e Citerna) e a Città di Castello ore 21 sala del consiglio (per Città di Castello, Montone, Monte Santa Maria Tiberina)


pannelli fotovoltaici

Potete richiedere informazioni per l’installazione di un impianto fotovoltaico anche al di fuori del bando sopra citato attraverso il form che segue.
Sarete ricontattati al più presto.

lunedì 16 marzo 2009

Da Ponte a Mucciafora con il CAI

Da Ponte a Mucciafora
22 Marzo
Città di Castello

escursione a Mucciafora in Valnerina, organizzata dal Cai di Città di Castello.
Percorso che si svolge in gran parte su sentieri vari con tratti anche ripidi, ma sempre ben protetti.
Sono itinerari che richiedono un minimo di esperienza e di allenamento fisico.
Info: www.caicastello.it - 075.9306109

venerdì 19 dicembre 2008

Ma raccolta differenziata significa mettersi i cassonetti in casa?

É possibile migliorare il servizio di raccolta differenziata porta a porta? Per "CittadinanzaAttiva" pare proprio di sì.
L'associazione, facendosi interprete e portavoce dei malumori e dei disagi dei residenti del centro storico, che si sono
"visti calare dall'alto le modalità di raccolta differenziata dei rifiuti"
, si fa promotore di una petizione e di una serie di proposte per semplificare il sistema e migliorare la qualità della vita dei cittadini.
In realtà, ad onor di cronaca, va ricordato il ciclo di assemblee partecipative che l'ente, in sinergia con Sogepu, ha avviato nell'estate, chiamando a raccolta i cittadini ben prima che l'intero servizio venisse messo a regime.
In buona sostanza i cittadini incontrerebbero notevoli difficoltà nella gestione della procedura di raccolta, soprattutto per ciò che concerne l'utilizzo dei grossi contenitori di selezione dei materiali da tenere in casa.
L'iter di raccolta proposto nella petizione (la raccolta delle firme è iniziata ieri, ndr) - dichiara Mario Baglioni coordinatore del comitato CittadinanzaAttiva - prevede l'utilizzo di sacchetti di plastica trasparenti a cui l'utente apporrà un bollino con impresso un codice famiglia e fornito dal Comune.
Modalità, questa, applicata in molte realtà dell'Umbria. Il sacchetto dei rifiuti di tipo "umido organico" e quello dei rifiuti non recuperabili potrebbero essere collocati - prosegue CittadinanzaAttiva - a fronte strada per la raccolta da parte della Sogepu.
Così sarebbero eliminati i contenitori rigidi attualmente in uso. Per quanto riguarda la raccolta della plastica, la cui minore deperibilità rispetto all'umido consente una conservazione in loco prolungata senza inconvenienti, il comitato propone di di porre il sacchetto della carta, della plastica e del vetro davanti le abitazioni una volta la settimana in un giorno da stabilire con Sogepu i cui addetti che provvederanno alla raccolta.
Per i rifiuti ingombranti, vale la pena ribadire la prenotazione gratuita del servizio di ritiro a domicilio.
Infine, prosegue Baglioni, sarebbe necessario
"reintrodurre gli appositi contenitori per pile e medicinali scaduti dislocati sul territorio."
Pochi step per incentivare un sistema di raccolta più snello e alla portata di tutti che
"consentirà di essere partecipi attivi e diligenti nella raccolta."
In una seconda fase il Comune avrà la possibilità di applicare, la tariffa Tarsu direttamente in base alla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti attraverso l'uso di tecnologie appropriate