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sabato 23 novembre 2013

Gubbio: Da cultrice della ceramica al francescano spirito "imprenditoriale"

L'Eugubino sta attraversando un periodo di forte contrazione economica. Complice la crisi, ed in parallelo la situazione di commissariamento del Comune, gli investimenti pubblici e privati sono ridotti.
Se un tempo era il settore edile quello trainante per le finanze eugubine, ad oggi è un'area sottoposta agli effetti della spending review.
Anche l'artigianato e l'arte ceramica sono settori che si trovano ad affrontare innumerevoli situazioni di difficoltà.

Proprio un mese fa circa ha chiuso i battenti l'ultima bottega dell'arte del tornio: l'artigiano tornitore Minelli di via Benedetto Croce ha deciso di andare in pensione; la bottega da sempre fulcro della festa folcloristica per eccellenza di Gubbio, la Festa dei Ceri, dalla cui bottega escono le "brocche" che il 15 maggio il via all'alzata ed alla Corsa, ha infine chiuso.
Minelli si occuperà delle brocche ancora per passione, da volontario, ma denuncia una poco attenta e poco lungimirante politica di investimenti in questo settore da parte di istituzioni ed associazioni di categoria, i giovani sono sempre meno incoraggiati ad investire sul locale.
L'artigianato in generale ha avuto nell'ultimo periodo una sensibile inflessione, sia nella produzione che nella richiesta, le botteghe chiudono di continuo, nonostante le arti eugubine siano tra le più apprezzate dai turisti, come la lavorazione della pelle, la tela e i ricami, il bucchero.
D'altro canto un punto di forza del comprensorio è il territorio stesso.

Gubbio e l'Eugubino sono territori collinari, circondati da un paesaggio naturale vasto ed incontaminato, colline ricche di flora e fauna rigogliose e fertili, un'ampia offerta di risorse su cui investire e che possono rappresentare, a lungo termine, concrete possibilità di sviluppo.
Diversi agriturismi sono stati aperti negli ultimi anni, sempre più richiesti dal turismo straniero, che punta molto sull'eco-sostenibilità e su coltivazioni biologiche e naturali.
Di recente è anche l'avvio di un'attività imprenditoriale da parte di giovani eugubini, la coltivazione dello zafferano in terra eugubina, settore in crescita, i giovani si stanno trasformando sempre di più in imprenditori di se stessi per uscire dalla crisi.
Il territorio offre possibilità ricreative, ma pure legate all'enogastronomia, settore di punta dell'economia cittadina. Molto rinomata la cucina tipica, sia in Italia che all'estero. Il territorio è una fonte infinita di risorse, con i suoi prodotti unici, la storia, la tradizione, i luoghi incontaminati.

A farla da padrone, il tartufo bianco di Gubbio.
Si è conclusa da qualche giorno la 32esima Mostra mercato del tartufo bianco e dei prodotti agroalimentari, un successo, complice il lungo ponte di Ognissanti.
Le tipicità sono sempre apprezzate e la qualità riconosciuta. Quest'anno è stato proprio grazie al commercio della trifola bianca che la città di Gubbio è salita alla ribalta nazionale. Un quotidiano di settore, il Sole24ore, si è interessato della bottega "Le Delizie al tartufo", attività aperta recentemente da due giovani cassaintegrati eugubini, stanchi di dover fare i conti con una crisi sempre più forte, i due giovani hanno deciso di mettersi in gioco ed hanno aperto due attività dedicate al tartufo, trifola fresca, salse, olio.

Sono stati loro, Luca Millucci e Michele Mosca, ad aggiudicarsi il premio per il tartufo più grande in occasione della pesatura tradizionale durante l'inaugurazione della Mostra di ottobre: un pezzo di ben 1,094 chilogrammi, di ottima presenza, che non si è fatto di certo attendere ed è stato subito richiesto dall'Arabia Saudita.
La stagione del bianco è stata quest'anno particolarmente ricca, grazie ad una stagione climatica piovigginosa ed umida. Molti i 'cavatori' che già a fine estate si sono messi all'opera alla ricerca del prezioso fungo ipogeto.

Certo è che le colline eugubine sono adatte alla formazione e "cavatura" di questo prodotto, che se incrementata potrebbe portare ad un commercio di settore sviluppato, con importanti ricadute economiche sul territorio.
Ma l'enogastronomia in genere è un settore di rilievo, con chef che riescono a tenere testa a stellati nazionali ed internazionali. Tra qualche giorno, il 25 e 26 novembre, si terrà la quinta edizione del Premio nazionale Tartufo di Gubbio, che calamiterà in città importanti personalità del mondo dei fornelli, chef, giornalisti e personaggi dello spettacolo. Un'occasione d'oro, che come sempre Gubbio sa promuovere e non si lascia scappare. Nella sfida a colpi di lamelle si sfideranno chef di alcuni tra i migliori ristoranti eugubini, insieme a chef stellati.
Altro settore di forza dell'Eugubino à, sicuramente, quello spirituale. Il pellegrinaggio "Da Assisi a Gubbio. Il sentiero di Francesco" è giunto alla quinta edizione, portando sui passi del Poverello, lo scorso settembre, circa 600 persone, italiani e stranieri, dando un forte impulso ad attività economiche legate al territorio.
Ma di certo sono folklore e cultura tradizionale i più quotati per l'economia di una città medioevale qual è Gubbio, la sua storia secolare, in cui le epoche si fondono, una città ad alta vocazione turistica, un patrimonio artistico ed architettonico unico, protagonista di molti scatti dello stesso Steve Me Curry, proprio in questo periodo in esposizione in America. Gubbio, la terra dove buona tavola, profonda spiritualità, natura incontaminata, cultura e folklore si uniscono.

Corriere dell'Umbria Venerdì 22 Novembre 2013

giovedì 21 novembre 2013

A rischio il futuro delle terme di Fontecchio

Hanno chiuso i battenti lo scorso 3 novembre e rischiano di non riaprirli per molto tempo. L'allarme lo lancia il consigliere regionale Massimo Monni che chiede che si faccia luce sulla vicenda delle Terme di Fontecchio, questione sulla quale c'è anche una forte presa di posizione della Confesercenti Umbria. Il rischio che la chiusura temporanea possa trasformarsi in definitiva è molto alto dato il contenzioso in atto tra la proprietà e la società di gestione. I primi a pagarne le conseguenze, drammatiche, sono i dipendenti delle Terme e delle strutture ricettive perché quella che avrebbe dovuto essere il fiore all'occhiello del turismo termale umbro, resta ancora oggi al palo. Monni afferma che
"la famiglia Pasqui, che l'anno scorso ha ristrutturato tutta l'area termale, era disposta a pagare una buona uscita di 100mila euro, ma le pretese della Fontecchio Resort sono ferme a 400mila euro."
La Fontecchio Resort fu costituita nel 2010, la società Terme di Fontecchio Spa, in questo modo, le concedeva in affitto i rami d'azienda relativi alla gestione dei servizi (albergo, bar e ristorante).
Una scelta fatta all'epoca su impulso di Sviluppumbria e che avrebbe dovuto fare da volano per un rafforzamento delle attività connesse alla struttura, ma che di fatto non si è dimostrata una soluzione vincente.
La società, ricorda lo stesso Monni, è composta da soggetti appartenenti al consiglio di amministrazione del Co.Re.Fi., consorzio fidi della Confesercenti e del collegio sindacale della stessa.
Sulla questione lo scorso giugno la Regione, spiega Monni, aveva preso l'impegno di convocare un tavolo fra le parti vista anche la valenza turistica delle Terme di Fontecchio, ma il consigliere regionale denuncia proprio
"l'inerzia della Regione sia rispetto agli impegni presi, sia sul coinvolgimento originario di una partnership per le Terme in crisi."
Non è solo Monni a prendere posizione, la Confesercenti Umbria si è rivolta a uno studio legale, inviando una lettera agli organi nazionali. A renderlo noto è lo stesso consigliere regionale del Nuovo Centrodestra che sottolinea che con la missiva
"di fatto Confesercenti sconfessa i suoi rappresentanti coinvolti nella vicenda"
, l'associazione chiede inoltre di fare chiarezza sulla gestione della Fontecchio Resort. Va ricordato nel nel 2012 ci fu la trasformazione della Fontecchio Resort da Sri a Sas., assegnando alla Fin. Imp. Sri soda della Co.Re.Fi al 50%} il ruolo di unico socio accomandatario. Successivamente, come ricorda Monni, è nato un contenzioso tra la Fontecchio Resort Sas e Terme di Fontecchio Spa riguardante la contabilità aziendale.
"Se da un lato è vero - conclude Monni - che la vicenda è ormai in mano alla magistratura è altrettanto evidente che le istituzioni devono celermente far sentire la loro pressione nei confronti di un gestore di un bene che ha forti risvolti pubblici e che non può attendere per salvarsi i tempi biblici della giustizia."
Una vicenda ancora tutta da capire e per la quale i vari soggetti chiamati in causa potranno chiarire le proprie posizioni.
Corriere dell'Umbria Giovedì 21 Novembre 2013

martedì 6 agosto 2013

La liuteria nuova chiave dello sviluppo

Dare sbocchi operativi ed occupazionali a una esperienza di consolidata qualità come quella della Scuola di Liuteria di Gubbio integrando la formazione con la produzione diretta per creare posti di lavoro e valorizzare professionalità uniche.
É questo il progetto, interessante, delineato dal vicepresidente della Provincia Aviano Rossi nel concludere la tavola rotonda sul tema L'arte della liuteria: i liutai di Gubbio , svoltasi nell'ex Refettorio della Biblioteca Sperelliana per iniziativa del Comune e della Gubbio Cultura e Multiservizi, nell'ambito della XXIV edizione di Gubbio Summer Festival, diretto dalla violinista Katia Ghigi.

La Scuola liuteria di Gubbio é una iniziativa di straordinaria importanza che qualifica l'intera regione ha sottolineato Rossi .
Le solide radici messe in trentacinque anni di attività portano a pensare che in futuro possa diventare qualcosa di più. Attorno alla scuola e all'arte della liuteria, che la Provincia sostiene da tempo con forte convinzione, si può realizzare un progetto ambizioso e stimolante: non solo formazione ma anche produzione con una prospettiva professionale e occupazionale ancora più importante compresi i suoi riflessi economici.
Costruire un programma serio ed efficace può rappresentare un'ulteriore svolta.
Un messaggio e un segnale commentati positivamente dal dirigente del settore turismo e cultura del Comune, Raoul Caldarelli, che alla tavola rotonda ha portato i saluti del commissario prefettizio Maria Luisa D'Alessandro, oltre che da Roberto Tanganelli, amministratore unico di Gubbio Cultura e Multiservizi che gestisce la scuola.
Tra i vari interventi da segnalare le testimonianze dei liutai Giuseppe Quagliano di Jesi e Lorenzo Frignani di Modena, che hanno riconosciuto l'importanza avuta nella loro formazione dalla scuola eugubina, fondata nel 1978 dal maestro Guerriero Spataffi, l'indimenticabile vigile buono (di professione era infatti agente della polizia municipale) e la sua indimenticabile soffitta di Via Savelli della Porta, salotto e laboratorio dove sono nate originali intuizioni che hanno innovato la liuteria e dove sono passati artisti, studiosi, critici, giornalisti. La sua opera é stata portata avanti e sviluppata dall'allievo Ildebrando Minelli.

Corriere dell'Umbria Martedì 6 Agosto 2013

martedì 19 marzo 2013

Don Matteo … viene trasferito?

Da qualche tempo a questa parte viene messa periodicamente in forse la conferma di Gubbio per la registrazione della nuova serie della celebre fiction televisiva “Don Matteo”, interpretata da Terence Hill . Uno stillicidio che preoccupa nonostante la puntualità delle smentite.

“Esistono tutti i presupposti - ha dichiarato anche ieri il consigliere regionale Andrea Smacchi - per proseguire una proficua esperienza. La città è stata sempre disponibile e all'altezza della situazione”. Smacchi aggiunge: “voci incontrollate su una possibile e prossima nuova location del cast e della troupe, rischiano in questi giorni di mettere in cattiva luce la città ed i suoi operatori economici. Il Comune, le associazioni degli albergatori e dei commercianti - ha precisato - hanno avuto modo di esprimere tutta la loro disponibilità per venire incontro alle esigenze della produzione. L'intera comunità eugubina dimostrato di sapersi meritare a pieno la fiducia di cast, tecnici e produzione”. Sarebbe opportuno, una volta per sempre, un chiarimento definitivo.

G.b
La Nazione Martedì 19 Marzo 2013

venerdì 6 maggio 2011

Un Polo sportivo da 50mila turisti all'anno

Il progetto, ideato da soggetti privati, porterebbe oltre 300 nuovi posti di lavoro, per un investimento di 20 milioni di curo. Sorgerà a Camporeggiano la struttura con campi da golf, da tennis e piscine

Oltre 300 nuovi posti di lavoro, un investimento pari a circa 20milioni di curo, per una struttura che riceverà almeno 50mila turisti all'anno. Questi sono soltanto alcuni dei "numeri" previsti per la creazione di un polo turistico sportivo integrato che andrà a riqualificare l'area di Camporeggiano, nella valle dell'Assino, all'altezza dell'ex Ecofarm. Un progetto emerso in occasione di un incontro avvenuto a Palazzo Pretorio tra il sindaco Maria Cristina Ercoli e un pool di soggetti privati, del quale fa parte anche un imprenditore scozzese. Progetto che comprende tre campi da golf, più un sistema di campi da tennis e di piscine; tra venti giorni la presentazione in Comune, anche se la realizzazione dell'intervento sarà rimandata alla Giunta che si insedierà dopo le elezioni.
L'amministrazione uscente infatti ha dato la propria disponibilità all'effettuazione dell'opera, ma un passo decisivo per la realizzazione dell'intervento è rappresentata dall'approvazione di alcune varianti al Piano Regolatore Generale, con il cambio di destinazione d'uso di immobili che necessariamente sarà posticipato ai primi consigli comunali post-elettorali.

Diversi i motivi che hanno portato il pool di privati a scegliere la zona di Camporeggiano per la creazione del polo turistico sportivo. Innanzitutto, c'è da segnalare la "fortunata" posizione della frazione, a pochi chilometri dal campo da golf del Castello di Antognolla e Perugia Golf; un'eventuale struttura golfistica formerà un vero e proprio "sistema", caratterizzato inoltre da un'efficace rete di trasporti tale da consentire migliori collegamenti con l'aeroporto di Perugia, distante appena quaranta minuti.Da uno studio effettuato sempre dai soggetti coinvolti nell'affare, è emerso come nella zona siano praticamente assenti i fenomeni di nebbia (aspetto fondamentale per far sviluppare un campo da golf).

"Altro aspetto da non trascurare - ha spiegato il sindaco Ercoli - è che si tratta di fatto della bonifica di un'area di grande impatto paesaggistico."
L'obiettivo principale è appunto quello di valorizzare l'area in questione aumentandone la competitività.
La realizzazione del polo turistico sportivo dovrebbe essere completata nell'arco di tre anni; considerando come il golf sia in grado di muovere il 15% del turismo mondiale, la nuova struttura si prevede che possa ospitare oltre 50mila turisti nel corso dell'anno. Dati, questi, oggettivamente significativi, che avrebbero forti ripercussioni sia relativamente allo sviluppo del territorio che soprattutto dal punto di vista occupazionale, aspetto che negli ultimi tempi (nell'Eugubino-gualdese), ha subito non pochi scossoni.
Roberto Minelli
Il Giornale dell'Umbria Venerdì 6 Maggio 2011

mercoledì 13 aprile 2011

Altotevere, in crescita l'agricoltura biologica

É in crescita, seppur lieve, il numero delle aziende biologiche nel comprensorio dell'alta valle del Tevere: nel 2008 erano 98, e nel giro di circa due anni sono passate a 104. Dati che fanno ben sperare, anche se non riescono di certo ad arginare la crisi della produzione tabacchicola della zona.I numeri sono stati diffusi dal sito dedicato all'agricoltura biologica www.piazzabio.it, che ha rielaborato quelli presenti nel
"Sistema informativo nazionale di agricoltura biologica"
(Sinab).La realtà dell'alta valle del Tevere (cioè i Comuni di Citerna, Città di Castello, Lisciano Niccone, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, San Giustino e Umbertide) si inserisce in un quadro regionale fatto di 1.377 aziende.Guardando nel dettaglio tra le aziende riportate nell'elenco regionale degli operatori dell'agricoltura biologica, in Altotevere ci sono cinquantotto aziende con tutta la produzione certificata biologica, ventidue che stanno convertendo la loro produzione in biologico e quattordici considerate "miste", cioè che in parte producono col metodo biologico e in parte col metodo tradizionale. Dieci, infine, sono le aziende che si occupano solo della trasformazione e della preparazione di prodotti certificati biologici. Nel totale delle 104 aziende considerate ce ne sono anche comprese diciannove con produzione (esclusiva e non) zootecnica.Una tendenza che sta a significare sia una maggiore sensibilità ambientale nelle imprese sia della crescente domanda di mercato, sempre più "affamato" di prodotti affidabili e, per quanto possibile, di provenienza italiana).Un processo in continua evoluzione, che ha visto nascere in Altotevere (sia sul versante umbro che in quello toscano) anche della grandi aziende dedicate al biologico, anche se la totale riconversione della produzione tabacchicola è ancora una lontana chimera.

lunedì 21 febbraio 2011

Gruppi d’acquisto solidali: pagare meno e mangiare meglio

C'è chi è stanco di pagare più dei dovuto i prodotti agro alimentari, chi non si fida della qualità della grande distribuzione e chi, semplicemente, vuole valorizzare i piccoli produttori agricoli locali. Dall'inizio di quest'anno in Umbria queste scelte sono più facili grazie ad una legge regionale all'avanguardia per ora unica nel territorio nazionale - per quanto riguarda il sostegno ai gruppi d'acquisto solidali (Gas).Un Gas è composto da persone organizzate per comprare insieme direttamente dai produttori legumi, frutta, verdura, cerali, animali da cortile e quant'altro finisce nelle loro tavole; i criteri possono essere svariati: la ricerca del biologico, del biodinamico, la filiera corta, come la scelta di sostenere progetti di agricoltura sociale, cioè, tutto ciò che integra attività produttiva agricola e offerta di servizi a supporto di soggetti socialmente svantaggiati.I numeri parlano chiaro: se con i mercati economici tradizionali, che si basano sulla vendita dell' agricoltore alla grande distribuzione (filiera lunga), una famiglia di coltivatori si può mantenere con 1000 famiglie di consumatori, con la filiera corta il quoziente diventa di 1 a 100. Ed è grazie a questo rapporto che una piccola azienda agricola biologica altotiberina è diventata in meno di dieci anni una delle fornitrici più accreditate di gruppi di acquisto di mezza Italia.

"Siamo partiti nel 2002 con produzioni di cerali e legumi biologici in circa un ettaro di terreno, poi negli anni siamo passati anche alle patate, ma la grande distribuzione non ci permetteva di sopravvivere", racconta Luca Stalteri del "Il Lombrico Felice in località Gallinao"`Nel 2007 abbiamo iniziato la vendita al dettaglio di ortaggi ed a rifornire i primi gruppi d'acquisto; grazie ai Gas ora ci siamo espansi a tre ettari coltivati e con l'azienda ci campano tre famiglie e qualche operaio.[…]

Le "Norme per il sostegno dei Gas e per la promozione dei prodotti alimentari da filiera corta e di qualità", redatte dai consiglieri regionali Idv Dottorini e Brutti ed approvate dalla Regione dell'Umbria a fine gennaio 2011, tendono a valorizzare le modalità di distribuzione alimentare diretta tra produttori e consumatori, singoli o organizzati. I criteri per accedere ai finanziamenti sono: essere un'associazione senza fini di lucro; avere un tetto minimo di partecipanti al gruppo d'acquisto di 15 unità; la preesistenza del Gas da almeno sei mesi prima della richiesta di finanziamento e dimostrare l'avvenuto scambio. L'aiuto economico consiste in un massimo di 5mila euro per Gas a fondo perduto per sostenere le spese di funzionamento, contributi distribuiti in proporzione al numero dei partecipanti al gruppo d'acquisto, con preferenza verso le aziende biologiche, di agricoltura sociale ed a chilometri zero (che operano, cioè, nel raggio di 40 chilometri) per un totale di 70mila euro di finanziati per il 2010. Ad oggi riforniamo più di 200 famiglie organizzate in Gas sparsi per tutta Italia", conclude Stalteri. Chi si è adoperato per organizzare un Gas è l'associazione "Punto Verde" di Città di Castello: "Da circa un anno abbiamo un progetto di agricoltura sociale nelle campagne del Monte Santa Maria Tiberina; siamo partiti da zero con il solo aiuto della curia tifernate che ha creduto nel progetto affittandoci una casa e tre ettari di terra ad un prezzo di favore", racconta Emanuele Gonzales dell'associazione. " Il nostro progetto prevede il reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati grazie all' agricoltura, ma non è facile perché oltre alle difficoltà burocratiche si devono fare i conti con i pregiudizi. Comunque, grazie a bandi regionali siamo diventati apicoltori, e poi abbiamo provato ad organizzare un piccolo gruppo d'acquisto a Città di Castello ricorrendo anche ad altre aziende agricole del territorio, tutto a km 0. I problemi logistici sono tanti: dal trasporto, alla consegna, sono le spese di funzionamento che scoraggiano. Grazie alla nuova legge regionale speriamo di superare le difficoltà che abbiamo e coinvolgere sempre più persone nella promozione e diffusione della cultura del consumo di prodotti alimentari sani", chiosa Gonzales.

Corriere dell'Umbria Lunedì 21 Febbraio 2011

lunedì 17 gennaio 2011

Mangiare a chilometro zero

Ha circa un anno di vita ed è già entrato nelle abitudini di molti tifernati: il mercato agroalimentare dei produttori locali, che si svolge il martedì mattina in piazza Gabriotti dalle 8,30 alle 13,30, risulta una delle iniziative più gradite degli ultimi anni.Infatti, oltre ai tradizionali giorni di mercato - giovedì e sabato - si sta consolidando l'abitudine dei tifernati ad approvvigionarsi anche al mercatino del martedì, quello a "chilometri zero", che privilegia la filiera corta tra produttore e consumatore e la stagionalità delle produzioni. A guadagnarci è di sicuro la qualità della merce, anche se i prezzi, per forza di cosa, non sono più bassi che nei restanti mercati settimanali della città. Floreali, biologici, ortofrutticoli, tipici regionali, cereali, frutta, bosco e sottobosco, agricoli trasformati, marmellate, conserve, vino, olio, liquori, formaggi, miele, alimentari, insaccati, macrobiotici, florovivaistici, erboristici: Questi, a secondo della loro stagionalità, i prodotti offerti. Soddisfatti tutti gli ambulanti.
"Noi siamo presenti a tutte e tre i mercati settimanali, sicuramente quello del martedì è una risorsa in più - dice Gianluca Raspini ; ho molti clienti affezionati che vengono a cercare i nostri prodotti solo il martedì, quando vendiamo olio, miele e ortofrutta tutto rigorosamente prodotto da noi a San Donino."
"La gente apprezza i nostri prodotti - commenta Carla Mariotti dal suo bancone di salumi nostrani prodotti a Montone; da quando è aperto questo mercato posso dire di avere la mia clientela fissa che si allarga ogni settimana."
Anna Moosbrugger vende esclusivamente prodotti biologici coltivati in località Galliano:
"Sono più cari degli altri, ma gli affari non vanno male. Abbiamo diversi clienti affezionati e mi sembra che la risposta della gente sia sempre più incoraggiante considerando che questo tipo di mercato è solo all'inizio e ci vuole tempo per sensibilizzare le persone. Se posso fare una critica costruttiva, l'amministrazione potrebbe creare alcuni eventi collaterali per pubblicizzare più il mercato a chilometri zero come accade in alcuni paesi vicini, tipo Umbertide."
Non guasterebbe neanche applicare veramente il divieto di sosta nella piazza nelle ore del mercato: come testimoniano le fotografie i banchi sono in mezzo ad un parcheggio selvaggio! Altre bancarelle, altri venditori contenti:
"È sicuramente un ottimo modo per farsi della pubblicità e far conoscere i nostri prodotti: se poi piacciono il cliente torna, come sta succedendo"
racconta Santina Succu , che con l'azienda casearia del marito ha portato i sapori e le tradizioni del formaggio sardo a Montone. Per Francesca Borchiellini il mercato rappresenta
"Un servizio ed un rapporto più stretto con la clientela rispetto ai nostri punti vendita tradizionali; la nostra è un'azienda a conduzione familiare che trasforma il latte di circa 130 capi di bufale nei pressi di Montelupo."
Solitamente chi si reca in piazza di martedì mattina è più attento alla qualità del prodotto, che opinione hanno i clienti del mercato? Alberto Picchi confessa di essere ghiotto di prodotti particolari:
"Formaggi e salumi sfiziosi, il martedì riesco spesso a trovare ed assaggiare cose nuove e sempre freschissime."
Per Marisa Baldicchi
"i prezzi sono un po' più alti rispetto agli altri appuntamenti settimanali; personalmente privilegio frutta e verdura di stagione, ma non sono sempre disponibile a pagarla più che al supermercato. D'altronde ognuno deve fare i conti con la propria borsa."

E come dare torto alla signora!

Lorenzo Anania

Corriere dell'Umbria Lunedì 17 Gennaio 2011

lunedì 10 gennaio 2011

Nasce il polo delle energie rinnovabili

Il rettore Francesco Bistoni e il prorettore hanno deciso di far analizzare il dipinto su tavola scoperto dal dottor Gianfranco Cialini (la Madonna col bambino trovata e recuperata nel palazzo di Acquasparta di Federico Cesi, il fondatore dell'Accademia di Lincei) dallo Smaart, Centro di eccellenza dell'ateneo perugino (Scientific methodologies to archeology and art), diretto dal professor Antonio Sgamellotti. Storici d'arte e restauratori (come il maestro Alberto Polidori, il dottor Roberto Bruni della Coobec di Spoleto e Paola Passalacqua capo restauratore della Soprintendenza di Perugia) che hanno esaminato prima le riproduzioni e poi l'opera (che è su tavola) hanno ipotizzato infatti la probabilità di poter trovare una ben più antica e preziosa immagine, sotto a quella già scoperta. Da qualche giorno gli esperti stanno sottoponendo ad esami non invasivi, che non sono ancora conclusi, ma che comproverebbero numerose ridipinture attraverso i secoli. Dagli esami è emerso che per i colori sono stati impiegati pigmenti di diversa composizione: ad esempio gli azzurri più antichi sono stati creati col cobalto, in epoca successiva con il blu di Prussia. L'oro zecchino originario è stato cambiato con il similoro e via dicendo. Il Centro si è riservato, dopo l'analisi e lo studio dei dati raccolti, di pubblicare i risultati definitivi. C'è chi pensa e ritiene di poter trovare una Madonna con Bambino risalente ai secoli XIV-XV. Spiega il dottor Cialini:
"é assai probabile che la famiglia Cesi, che pure sappiamo aver commissionato direttamente un cospicuo numero di opere d'arte, per una immagine della Madonna abbia preferito ospitare nei suoi appartamenti privati in Acquasparta un'opera pre-esistente, di già consolidata "aura" devozionale. Ovviamente io lascio agli esperti del ramo il compito di misurarsi con queste problematiche e di presentare le proprie elaborazioni e i propri convincimenti. Mi resta la soddisfazione di aver richiamato l'attenzione su un'opera d'arte e di devozione che non meritava di essere dimenticata."

Cialini ha trovato documenti del 19 febbraio 1631, dopo la morte del grande Federico Cesi, di una "Madonna col figlio in braccio". La Madonna è di grande dimensioni: (cm 177 per 110) su tavola. Nel mondo accademico e negli amanti dell'arte e delle cose belle, c'è molta attesa per capire se davvero sotto la Madonna ci sia una immagine sacra ancora più antica

Elio Clero Bertoldi

Corriere dell'Umbria Lunedì 10 Gennaio 2011

martedì 21 dicembre 2010

La lunga agonia del legno

Nuovo grido di allarme da parte del comparto "legno arredo". Dopo la veemente dichiarazione del presidente della federazione nazionale di categoria per Confartigianato Imprese, Domenico Gambacci - che come si ricorderà aveva pesantemente criticato il mondo bancario e la politica locale per la scarsa sensibilità dimostrata verso una delle colonne portanti dell'economia del territorio - ad alzare la voce è stavolta Graziano Marinelli, presidente del consorzio Smai di Città di Castello, strumento che associa oltre 60 aziende. Marinelli condivide in pieno le dichiarazioni di Gambacci e chiede pure lui interventi decisivi da parte di istituzioni, associazioni economiche e ambito bancario, in quanto la situazione è giunta al limite del drammatico.
"Molte fra le aziende associate allo Smai - dichiara Marinelli - si trascinano oramai appresso da mesi (anzi, da anni!) una situazione di forte precarietà per il calo delle commissioni e la poca redditività causata a sua volta dal poco lavoro che circola, senza contare pagamenti che non arrivano mai. Non solo: mettiamoci una tassazione sempre più pesante che carica di costi le nostre aziende. Nonostante uno scenario negativo di questa portata, come consorzio Smai stiamo tentando di proseguire lungo il filone di rinnovamento che ci ha visti protagonisti in questo 2010. Quattro sono gli obiettivi prioritari che caratterizzeranno il 2011: in gennaio, l'entrata in funzione del nuovo portale internet, attraverso un sofisticato sistema che metterà in rete le nostre aziende; la prosecuzione dei lavori per la definizione del marchio del mobile in stile umbro; la realizzazione di un'unica ma qualificante manifestazione a Città di Castello, dedicata proprio al mobile; il completo "restyling" della nostra sede espositiva, oltre al proseguimento di una campagna di informazione tempestiva e puntuale sulla nostra attività sia con i soci del consorzio che con l'esterno, vedi organi di stampa e istituzioni). Un progetto complessivo che, avviato proprio nel 2010 con l'agenzia Saturno comunicazione, ha alimentato grandi consensi fra i nostri associati"
, conclude il presidente Marinelli. C'è poco da stare allegri in questo fine 2010, purtroppo e le grida d'allarme sono sempre più forti
Corriere dell'Umbria Lunedì 20 Dicembre 2010

mercoledì 15 dicembre 2010

Persi almeno mille posti di lavoro

Torna a levarsi il grido d'allarme del sindacato contro la crisi che attanaglia l'Alta Umbria. In particolare le forze sociali chiedono un ruolo attivo dell'Ati, l'Ambito territoriale integrato, per contrastare questo momento di forte difficoltà che interessa quasi tutti i comparti produttivi di un territorio per anni volano di sviluppo dell'intera regione. Nei giorni scorsi si è svolto un incontro, presso il Comune di Umbertide, richiesto dalle organizzazioni sindacali territoriali di Cgil, Cisl e Uil, con il presidente dell'Ambito territoriale integrato Alta Umbria, Giampiero Giulietti.

Nell'incontro le organizzazioni sindacali rappresentate da Alessandro Piergentili della Cgil e Antonello Paccavia della Cisl hanno messo in evidenza la gravità della crisi economica ed occupazionale che sta coinvolgendo tutta l'Alta Umbria con aziende e settori in cui si fa ampio ricorso agli ammortizzatori sociali: sono circa 5mila le persone che nel corso del 2010 hanno utilizzato e utilizzano cig ordinaria, cig straordinaria ed in deroga e contratti di solidarietà e diverse sono state licenziate.

Circa mille i posti di lavoro che sono andati perduti. Anche se nell'intero territorio vi sono caratteristiche produttive e sociali differenti e diversi motori di sviluppo autonomi, i sindacati hanno messo in evidenza che c'è la possibilità, se non si approntano delle strategie condivise e di sistema, che la caratteristica manifatturiera tipica di tutto il territorio dell'Alta Umbria, e la stessa qualità della vita delle città, venga messa in discussione con gravi danni sul piano sociale ed economico.

Le organizzazioni sindacali hanno messo in evidenza la necessità che si approntino delle iniziative di analisi della situazione, che sta coinvolgendo un territorio significativo ed importante dell'Umbria, ma soprattutto iniziative condivise e comuni che aiutino il sistema complessivamente ad uscire dalla crisi in maniera positiva, salvaguardando il livello dei diritti e valorizzando la capacità competitiva del territorio e dei sistemi produttivi locali in maniera integrata. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto allo stesso sindaco Giulietti, in virtù del suo ruolo di presidente dell'Ati, di farsi promotore di una iniziativa che coinvolga le istituzioni, le forze sociali ed economiche del territorio per mettere in luce la situazione attuale ed approntare le possibili azioni comuni.
Il presidente Giampiero Giulietti, condividendo le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali, ha dato la propria disponibilità per costruire momenti di confronto riguardanti: gli effetti della crisi sul territorio, infrastrutturazione e salvaguardia del territorio, energia, politiche ambientali, ruolo dello stato sociale quale elemento di sviluppo e di coesione civile. L'incontro è stato un momento importante di condivisione di problematiche che coinvolgono le popolazioni di un territorio vasto, di confine, che sta attraversando una fase difficile di crisi e di trasformazione, per un ripensamento e riprogettazione delle proprie condizioni di sviluppo in sinergia e dentro le politiche regionali, ma anche attraverso un aumento del potere contrattuale di un territorio che è tanta parte dell'Umbria. Ricordiamo che l'Ati Alta Umbria comprende 14 Comuni con una popolazione di 133mila abitanti

Corriere dell'Umbria Mercoledì 15 Dicembre 2010

martedì 14 dicembre 2010

Dalla rete alle reti: Il modello altotiberino di rete locale da esempio per lo sviluppo del territorio

"Come può un'esperienza di rete locale avere un suo senso all'interno di un media, cioè internet, percepito come globale; quali sono i contenuti educativi presenti nel web e soprattutto di chi sono; la rete locale, superata la fase della infrastrutturazione deve solo fornire accessi? Queste solo le domande, o meglio le "provocazioni" come le ha definite lo stesso Presidente del Centro Studi Villa Montesca, Giuliano Granocchia che hanno dato l'avvio al convegno "
Dalla rete alle reti: l'esperienza umbra del progetto Era (E-Learning Regional Area) Applicazioni e futuro del web 2.0
" tenutosi nella giornata odierna alla sala consiliare del Comune di Città di Castello. Hanno partecipato alla giornata di studio, oltre al presidente, l'assessore regionale alle Infrastrutture tecnologiche immateriali Stefano Vinti, il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta, il Presidente della Comunità Montana Alta Umbria, Mauro Severini, il direttore tecnico di Alena net, Angelo Labeni, Sergio Agostinelli, consulente Formez, Antonio Giovannoni del Gruppo Sre E-Campus. La scelta di Città di Castello non è stata casuale poiché è proprio da questo territorio che è nato nel 2003 il progetto Era dalla volontà dei comuni dell'Altotevere, della Comunità Montana Alta Umbria e del Centro Studi Villa Montesca di realizzare un'azione concreta per aumentare le opportunità dell'utilizzo della rete internet nel territorio in questione. L'area altotiberina, infatti, a causa delle sue specifiche condizioni geografiche, non aveva conosciuto uno sviluppo diffuso nell'accessibilità alla rete telemetica, essendo per i gestori della connettività commercialmente non conveniente sviluppare reti in aree marginali e montane non densamente abitate. La prima fase della sperimentazione ha coinvolto studenti di ogni ordine residenti nell'area. Il tema era quello della formazione a distanza, ma a questo proposito Granocchia ha tenuto a sottolineare che "
non deve sostituire quella in aula poiché quest'ultima diventa occasione di relazioni e confronto
". Grazie ad un finanziamento del Patto territoriale dell'Appennino centrale la rete ha cominciato ad essere implementata e nel corso degli anni, un protocollo d'intesa siglato fra il Comune di Città di Castello, Comunità Montana e Centro Studi Villa Montesca insieme al soggetto tecnico gestore la società Ibax poi diventata Alenia, ha garantito il costante adeguamento della rete alle innovazioni tecnologiche che si sono verificate incessantemente nel corso di questi anni. "

La rete del progetto Era – ha spiegato Severini – rappresenta una delle reti pubbliche più grandi d'Italia. Oggi provvede a garantire internet ad oltre 1200 famiglie alto tiberine altrimenti escluse da questo servizio fondamentale assimilabile ad altri servizi di interesse pubblico. Domani – continua – potrà diventare l'infrastruttura di rete per con cui attivare servizi sia pubblici che privati, come la formazione, telecontrollo, videocontrollo del territorio, servizi per il turismo e protezione civile". "La rete locale – per Granocchia – ha dunque un senso perché in un'era globale può promuovere un senso di località che resta prezioso per far fronte alla dilagante uninformazione del sapere. Deve lavorare – prosegue il presidente - sullo spessore e sulla qualità dell'accessibilità e sulla creazione di nuovi servizi cosiddetti di comunità. In conclusione, può essere un contributo ad una nuova socialità". L'assessore Vinti "riconosce a Comunità Montana e Provincia di Perugia di essere stati tra i primi in Umbria a battere la strada dell'innovazione sia dal punto di vista tecnologico che dei contenuti agganciati ai processi formativi. Su questo versante in particolare – continua Vinti – la giunta regionale dell'Umbria è impegnata in un grande progetto di nuova infrastrutturazione tecnologica con un importante impegno economico che tende a fornire tutte le regioni nell'utilizzo della banda larga. In questo quadro la Regione ritiene possibile ogni interazione con la rete locale già esistente. Il processo di modernizzazione – conclude l'amministratore regionale – della nostra regione non può prescindere da una necessaria evoluzione della qualità delle infrastrutture tecnologiche immateriali.

OI10748.RB
Provincia di Perugia Martedì 14 Dicembre 2010

mercoledì 8 dicembre 2010

Piastre logistiche: in arrivo 14,8 milioni per l’Alto Tevere fra Città di Castello e San Giustino

Strategicamente collegata con l'asse viario della E78 è la piattaforma logistica Città di Castello-San Giustino. Lo snodo intermodale dell'Alto Tevere è una delle opere pubbliche cantierabili per il 2011. A prevederlo è lo stesso Servizio opere pubbliche della Regione Umbria, che ha inserito la piastra logistica dell'Alto Tevere tra le infrastrutture per le quali a breve sarà dato il via libera definitivo. L'opera, finanziata con un importo pari a 14,8 milioni di euro, è stata aggiudicata provvisoriamente e manca al momento l'aggiudicazione definitiva.
Situazione identica anche per le altre piattaforme logistiche che accompagneranno lo sviluppo intermodale della regione. Sono al rush finale anche gli iter amministrativi che riguardano le piattaforme logistiche di Terni-Narni, molto attesa dal comprensorio meccanico e chimico locale, nonchè la piattaforma di Foligno, anch'essa in attesa di aggiudicazione definitiva. E sono proprio le piattaforme logistiche a costituire il "grosso" degli investimenti delle Regione per quanto attiene agli importi superiori ai 500.000 euro.

Notevole l'investimento stanziato per la piastra di Foligno: 23,2 milioni che vanno ad aggiungersi ai 17,1 milioni stanziati per l'opera intermodale di Terni-Narni. É previsto inoltre un via libera in tempi stretti anche per una serie di interventi definiti "urgenti e prioritari" dal punto di vista idrogeologico. In virtù infatti di un protocollo d'intesa sottoscritto insieme al Ministero dell'Ambiente, l'Umbria beneficerà di lavori per la mitigazione del dissesto del territorio mediante interventi del valore di 48 milioni di euro. E ulteriori interventi saranno fatti confluire verso le aree a rischio idrogeologico per un importo di 125 milioni di euro. In vista delle opere cantierabili per il 2011, sarà inoltre convocata a breve la conferenza dei servizi che dovrà esprimersi sull'impianto di fitodepurazione di Castelluccio di Norcia (0,6 milioni di euro), in provincia di Perugia, nonchè sul consolidamento della frana di Valderchia (1,2 milioni di euro). In fase di progettazione, infine, la costruzione dell'autoparco di Foligno con relativo impianto fotovoltaico (2,5 milioni di euro).

(Ja.Zuc.)
Corriere dell'Umbria Mercoledì 8 Dicembre 2010

martedì 16 febbraio 2010

L'Università dell'Arte del Libro a Gubbio

Sorgerà a Gubbio l'Università dell'Arte del Libro - Bottega artigianale rinascimentale. Lo ha stabilito il protocollo d'intesa siglato stamani tra Comune, Istituto di Istruzione Superiore "G. Mazzatinti" e marchio editoriale
"unalunà rappresentati rispettivamente dal sindaco Orfeo Goracci, dal dirigente Dario Missaglia e dal socio fondatore Alessandro Sartori. L'accordo, spiega una nota del Comune, é frutto di incontri e approfondimenti durante i quali sono state verificate le potenzialità per la realizzazione del progetto, dalla produzione artigianale a tutti i livelli, a partire dalla carta di cotone. Per il sindaco Goracci si tratta di "
un atto importante che darà vita ad un'esperienza destinata a lasciare il segno nel campo delle attività culturali e imprenditoriali di eccellenza. Il marchio
"unalunà porterà l'esperienza, le macchine, le collezioni di sua proprietà e qui si troveranno risorse umane professionali, già presenti o da formare attraverso percorsi scolastico-culturali, in alleanza con l'Istituto Mazzatinti, parte fondante di questo progetto per l'aspetto formativo ed educativo."
"Se non suonasse eccessivo parlerei di "
evento epocale' - ha detto il dirigente scolastico Missaglia - perche' fondiamo un esempio di interazione tra scuola, formazione, cultura per realizzare un'esperienza capace di accendere su Gubbio i riflettori del mondo. Grazie a risorse professionali, già presenti a Gubbio o che saranno formate attraverso percorsi scolastico-culturali, sarà possibile la
"rinascità di una generazione di giovani artigiani, con la possibilità di incrementare nuova occupazione in un settore di grande valenza specifica."
Annunciato che uno dei primi titoli da editare con il marchio "Città di Gubbio" sarà un'opera in 5 volumi dal titolo
"Gubbio - La storia attraverso i segni"
, da destinare alle principali biblioteche del mondo.

pg/mcc/bra
Asca Martedì 16 Febbraio 2010

venerdì 8 gennaio 2010

L'anno di svolta per il tabacco

Il 2010 sarà certamente l'anno del tabacco. Trecentocinquantotto giorni che rappresentano un tempo ragionevole per verificare "sul campo" quali saranno gli effetti dell'organizzazione comune di mercato per il tabacco entrata a regime da appena sette giorni. Non essendo più previsto un aiuto accoppiato alla produzione, il sostegno sarà disaccoppiato per il 50% dell'importo originario e la restante parte andrà a finanziare le misure del piano di sviluppo rurale. L'attuale sistema di aiuti alla produzione muterà completamente anche se questo significa l'abbandono della produzione dal momento che potranno essere previsti aiuti nell'ambito della programmazione regionale per sostenere la coltivazione e aumentare la competitività del tabacco locale. Si tratta delle cosiddette misure di revisione agro ambientali declinate in una sorta di aiuto al prezzo del tabacco. Una partita che si gioca in Europa ma che coinvolge l'Umbria e
"le sue seicento aziende produttrici. Le misure di contributi da sole non potranno essere in grado di sostenere la coltivazione - sostiene Angelo Corsetti di Coldiretti - ma dovrà manifestarsi l'interesse della manifattura per il tabacco nazionale con un adeguato aumento dei prezzi di acquisto."
Passaggio cruciale, questo, dato che gran parte della partita si giocherà sul confronto tra associazioni di prodotto e trasformatori.
"Le industrie e le manifatture - aggiunge Oriano Gioglio di Interbright - dovranno fare la loro parte affinchè le aziende possano continuare a produrre tabacco. L'obiettivo si aggira attorno ai 3.000 euro a ettaro; prezzo sotto il quale produrre tabacco non avrebbe senso."
Condizione peraltro facilmente raggiungibile visto che a livello internazionale il tabacco spunta
"prezzi che sono nettamente superiori a quelli italiani e che non garantiscono lo stesso livello di controlli a cui sono sottoposti i nostri tabacchi."
C'è poi il capitolo Europa su cui pesa lo stallo nella ripresa delle trattative. Arcinota è, infatti, la contrarietà della Commissione europea alla proroga del regime di disaccoppiamento parziale al 2013. Certo è che gli aiuti agro ambientali non sono le uniche misure in discussione dato che oltre alle misure per consentire un aiuto alla competitività del comparto per le aziende che intendono continuare la coltivazione, dovrà essere previsto anche il sostegno per le aziende che intenderanno riconvertirsi. Intanto, come denunciato tempo fa dai sindacati, cresce l'allarme tra i lavoratori del tabacco, settore che conta ottomila addetti nella sola Umbria, suddivisi tra la parte "verde" e quella industriale (trasformazione più indotto) e quasi tutti concentrati nella zona dell'Altotevere. Il pericolo è che i finanziamenti slegati dalla produzione potrebbero indurre le aziende a ridurre drasticamente le produzioni con le ovvie ripercussioni nel mercato del lavoro. Migliaia di posti a rischio e una crisi che piegherebbe tutta la vallata
Sandra Biscarini
Corriere dell'Umbria Giovedì 7 Gennaio 2010

domenica 16 agosto 2009

A Gubbio un hotel 5 stelle con centro benessere grazie al Puc2

Un hotel a cinque stelle extralusso con centro benessere, più uffici pubblici ed attività commerciali: così cambierà volto piazza 40 Martiri.
Eccola la prospettiva contenuta nei sei milioni e mezzo di euro ottenuti dalla Regione, sui sette richiesti e gli oltre 27 milioni di investimento complessivo, del cosiddetto Puc2, il programma urbano complesso che coofinanzia progetti per la valorizzazione dei centri storici.
Adesso il Comune vaglierà le proposte a suo tempo ricevute dai privati.
Il piano per accedere al bando regionale è stato proposto a più riprese dal Pd, quindi è stato accolto dal sindaco Orfeo Goracci dopo una serie di incontri segreti con gli esponenti locali dello stesso Pd.
"Gubbio è tra i dieci Comuni dei diciassette in graduatoria – spiega Goracci – per i quali sono già pronte le risorse.
Abbiamo partecipato al bando con il progetto 'Nova civitas riconquistare la centralità' che mira al recupero e alla riqualificazione del vecchio ospedale e di tutta l'area circostante."
e' prevista, con la lussuosa struttura ricettiva, la "cittadella della salute" con uffici Asl, la farmacia comunale, studi medici, fino ad attivare negozi, edilizia popolare a canone agevolato, un piano di marketing urbano per le attività commerciali, artigianali e turistiche.
"Quando lo riteniamo opportuno non lesiniamo critiche alla Regione, ma in questo caso dobbiamo fare un plauso"
, dice Goracci, che ringrazia per l'impegno gli uffici comunali e per il contributo le minoranze.
Nessun riferimento del sindaco al ruolo del Pd, che si è detto motore dell'operazione anche nelle relazioni con la Regione.
Resta da vedere la gestione dell'intera vicenda, dal coinvolgimento dei privati sino alle modalità e all'operatività di Goracci che potrebbe non avere tempo pensando alle prospettive personali di una candidatura in Regione nel 2010 o di una nomina politica in qualche altro ente.

di Massimo Boccucci
Il Messaggero Martedì 4 Agosto 2009

sabato 1 agosto 2009

Il futuro del Centro Servizi Santo Spirito Spa

Cercasi gestori per il complesso monumentale Santo Spirito di piazzale Frondizi. Si chiude un'epoca, quella della gestione con una società mista pubblico-privato sotto le insegne della
"Centro Servizi Santo Spirito Spa."
La Giunta Goracci ha approvato una delibera di indirizzo che prospetta le iniziative, come appositi sondaggi ed indagini di mercato fino a trattative per vie politiche, volte a verificare l'interesse e la disponibilità di imprenditori ed operatori turistici per la gestione del prestigioso stabile.
L'edificio, ristrutturato ai tempi di Paolo Barboni sindaco con finanziamenti pubblici e privati, è stato negli anni adibito a sede di convegni, mostre ed eventi.
Il Comune ha messo in atto l'epilogo più scontato, aperto di fatto quando è stata dirottata la gestione del parcheggio di piazza 40 Martiri alla
"Gubbio cultura e multiservizi srl"
interamente di proprietà comunale (già gestisce un museo, personale degli asili nido, farmacia comunale, scuola di musica, vigili urbani stagionali).
Ci sono anche i risvolti delle ultime normative statali che obbligano i Comuni entro la fine di settembre a dismettere le società partecipate.
"L'Amministrazione comunale intende procedere – spiega il sindaco Orfeo Goracci – all'individuazione di uno o più soggetti che siano interessati alla gestione del complesso pure in regime di concessione.
Il centro servizi Santo Spirito rappresenta un importante veicolo per la promozione della città."
Si profila una gara d'asta per il nuovo affidamento, mentre l'attuale componente privata della società, che ha un contratto di gestione fino a tutto il 2019, è pronta a farsi da parte ma dietro un indennizzo finanziario che si ritiene dovuto per non prefigurarsi un danneggiamento da parte del Comune.
Non vengono esclusi strascichi legali in attesa di vedere da vicino le prossime mosse politiche e strategiche.
di Massimo Boccucci
Il Messaggero 24 Luglio 2009

mercoledì 1 aprile 2009

Riconversione del Tabacco?

Riconvetire il settore tabacchicolo si o no? Questo momento di grave crsi economica, che investe un po' tutti i settori, deve far cambiare marcia e strategia anche al questo comparto? Interrogativi ai quali ha cercato di dare una prima riposta un interessante convegno promosso da Cloe Altotevere. "Coltivare le idee nonostante la crisi": questo il tema del convegno sulle prospettive dell'agricoltura altotiberina, aperto dalla relazione di Angelo Frascarelli, docente universitario ed esperto di economia dei mercati, il quale ha sottolineato
"l'importanza di investire nell'innovazione, di vedere la crisi come una opportunità anziché come una minaccia, creando una rete di collaborazioni fra le imprese, le istituzioni e contesti, che permettano al territorio di fare squadra."
Enrico Brugnoli, ricercatore Cnr, ha illustrato alcune interessanti opportunità innovative per il settore agroalimentare, con particolare riguardo alle agroenergie e alla tracciabilità dei prodotti di qualità, fattori determinati sul versante della redditività.
Stefano Briganti, consigliere comunale tifernate e funzionario del Parco tecnologico agroalimentare, è tornato sulle opportunità legate all'innovazione, oggetto di misure specifiche e molto vantaggiose nei programmi regionali di finanziamento, soprattutto nell'ottica di riconversione delle aziende tabacchicole.
Briganti, a tale proposito, ha avanzato la proposta di creare in Alto Tevere un laboratorio sperimentale a cielo aperto per le macchine agricole, che possa essere di supporto anche alle numerose aziende metalmeccaniche, presenti nel territorio altotiberino.
Giuliano Smacchia, nella sua veste di presidente del Consorzio Regionale Fidi, ha parlato delle politiche del credito nel frangente recessivo, illustrando le iniziative mirate a sostenere le aziende sia dal punto di vista della liquidità che degli investimenti.
Il convegno si è chiuso con l'intervento dell'assessore allo Sviluppo Economico del comune di Città di Castello Domenico Duranti, il quale ha evidenziato
"i limiti e l'inadeguatezza della politica attuata dal governo nazionale per dare risposte alla crisi, evidenziando nel contempo l'impegno delle istituzioni locali per ricercare insieme a tutti i soggetti attori del mondo economico idee e proposte per il nostro territorio."
Luogo comune di elaborazione e progetto per Duranti potrebbe divenire il "Consorzio Valtiberina Produce", elemento di riferimento per cui è nato, come luogo di raccordo, di promozione, di incubazione di politiche e servizi a favore di tutta la realtà produttiva altotiberina.
Mauro Bacinelli, rappresentante locale della Fondazione Cloe e moderatore dell'iniziativa,
"abbiamo deciso di aggiornare la discussione per completare il confronto su un tema che con tutta evidenza è rispondente alle esigenze e alle difficoltà di prospettiva che, in un momento di incertezza e di crisi, sono comuni e diffuse tra gli operatori economici.
D'altronde l'agricoltura a livello locale è troppo importante"
P.P.
Corriere dell'Umbria Mercoledì 1° Aprile 2009

giovedì 29 gennaio 2009

Lavori del PUC 1 a Gubbio

Il parcheggio pluripiano di San Pietro, via Camilla Boncompagni, corso Garibaldi, via Dante, arco di San Marziale e i locali in via Sperelli e via XX Settembre.
Questi i lavori compresi nel progetto e presso i quali si è svolto ieri il sopralluogo del sindaco Goracci e della giunta, affiancati dall'ingegnere del Comune Santini e dall'ingegnere di Cooprogetti Traversini.
Quasi 10 milioni di euro per cambiare volto all'area est della città.
"Un intervento difficile ma sicuramente innovativo"
ha detto il sindaco Goracci.
Il sopralluogo è partito dal parcheggio che sorgerà ai piedi della palestra.
Quasi 13 metri di scavi per 4.500 metri quadrati.
I tre piani del parcheggio saranno completamente interrati, 160 posti auto pubblici e 105 box.
Una serie di cavi d'acciaio da 30 tonnellate l'uno e due grossi puntoni sempre di acciaio dal lato dell'asilo hanno messo in sicurezza la palestra che ha spiegato Goracci si è deciso di mantenere in quanto insieme alla scuola elementare di via Perugina e il palazzo del Monte dei Paschi di Siena, rappresenta una delle testimonianze dell'architettura del ventennio Fascista.
All'esterno la copertura dei parcheggi, all'altezza del piano stradale, sarà costituita da un manto erboso, con un'area ricreativa ed un campetto.
Per la palestra invece si ipotizza o una prosecuzione dell'attività sportiva o comunque una utilizzazione per attività socioculturali, anche in continuità con la nuova sede della Biblioteca Sperelliana nel complesso di San Pietro.
L'accesso al parcheggio attraverso l'ingresso per i veicoli e i passaggi pedonali dei quali uno da via Boncompagni collegato agli ascensori, tre in tutto.
Completano l'opera i 500 metri quadrati destinati ad attività commerciali.
Sulla tabella di marcia si viaggia con un ritardo di tre mesi, ma si prevede di terminare i lavori entro i primi mesi del 2010.
Le fasi del lavoro adesso prevedono la gettata di calcestruzzo e l'innesto dei pilastri entro giugno e poi assemblaggio e posizionatura degli elementi prefabbricati.
Passando alla riqualificazione delle strade procedono i lavori di scavo, sistemazione delle reti tecnologiche e pavimentazione.
In via Boncompagni dove sono stati installati sette punti luce, la strada aspetta solo di essere ripavimentata, ma la precedenza viene data alle altre vie interessate, la parte alta di Corso Garibaldi e via Dante.
Sul corso lastroni di pietra arenaria, con il piano stradale alla stessa altezza dei marciapiedi ed un canale di raccolta acqua.
Stesso sistema per via Dante con i lastroni posizionati a spina di pesce.
Lavori che vedranno il termine entro la primavera.
E quando a Gubbio si scava il sottosuolo riserva sempre qualche sorpresa.
A San Pietro sono stati ritrovate alcune sepolture, poi studiate dalla Soprintendenza, resti di muro antico, forse un camminamento al Cavarello e le mura di fondazione di un piccolo edificio probabilmente una chiesetta.
In via Dante è stata invece rinvenuta una cisterna per la raccolta dell'acqua.
Sempre compresi nel Puc oggetto del sopraluogo gli interventi su edifici pubblici tra via Sperelli e via XX Settembre, 14 locali destinati ad attività commerciali e artigianali.
In questo caso i lavori dovrebbero essere completati entro l'anno.
Ricordata la sinergia tra pubblico e privati (imprese Vispi, Cooperativa edile e Cooprogetti)

Anna Maria Minelli
Corriere dell'Umbria Giovedì 29 Gennaio 2009

giovedì 15 gennaio 2009

Eugubini nel mondo: il domani

Mauro Pierotti il giorno dopo. Tra telefonate di complimenti e auguri di ogni genere.
"Una processione di chiamate fin dalla prima mattinata di ieri - racconta Mauro Pierotti - per non parlare dei colleghi di lavoro, tutti davvero contenti.
Mi ha fatto tanto piacere ricevere tutti questi attestati."
E ora?
"Ora continueremo a lavorare sodo con l'associazione Eugubini nel mondo dove abbiamo in animo una serie di nuove iniziative."
Di cosa si tratta?
"Beh, sulla scia del successo della manifestazione sul Col di Lana e della foto inedita ritrovata di recente, sarebbe bello ritrovare pure i Ceri di quella memorabile Festa al fronte.
Sappiamo che non è facile, ma ci siamo attivati da qualche tempo e ci sono degli studi in merito che sono iniziati.
Speriamo di riuscire a trovare qualcosa."
Ma c'è dell'altro, vero?
"La nostra prossima iniziativa come associazione. La chiameremo "Gubbio in libreria", si tratta di una nuova rubrica che nei prossimi giorni verrà attivata nel nostro sito www.eugubinonelmondo.it."
E cosa sarebbe?
"In collaborazione con le librerie di Gubbio saranno elencati tutti i libri riguardanti la città e gli eugubini, presenti negli scaffali dei negozi cittadini."
Torniamo alla votazione del settimanale Tutto Gubbio che ha decretato Mauro Pierotti eugubino dell'anno...
"Sono contento e anche un po' emozionato, in questi giorni mi hanno telefonato tante persone. Da Jessup la famiglia Coccodrilli e i Fiorelli so che mi hanno votato, ma ho ricevuto attestati di stima anche da Francia e Lussemburgo.
E poi ci sono i tanti eugubini che vivono in Italia, molti a Perugia e nel Nord del Paese: mi hanno chiamato dicendomi di aver votato per me, mi ha fatto piacere in particolare una telefonata dalla Sardegna."
E poi ci sono gli eugubini della città:
"Certo, nell'ambiente di lavoro si è creato un bel movimento.
In ospedale in questi giorni il passa parola è stato sempre più fitto e non c'era persona che mi diceva: "Allora, sei tu l'eugubino dell'anno..."ma è chiaro che non posso dimenticare tutti i collaboratori dell'associazione "Eugubini nel mondo" che si sono spesi per me e un ringraziamento particolare lo debbo fare a mio fratello e alla società Sintesi che ha curato il nostro sito".
E sui finalisti Ragni, Sebastiani, Sannipoli e Katia Ghigi?
"Tutte persone di spessore. Sebastani si è speso per Gubbio in tante occasioni, la Ghigi ovunque si esibisce miete successi, Ragni si batte per la donazione di sangue, Sannipoli rappresenta una creazione che ormai non è più solo folcloristica"