Il Sentiero Francescano

Testimonianza dell'atteggiamento di Francesco verso il mondo e le creature, il Sentiero vuole ispirare e rafforzare i valori di semplicità, di umiltà, di contatto con la natura e di fraternità con tutto il creato, divenendo luogo di letizia spirituale e testimonianza di un nuovo tempo d'amore.
Percorribile a piedi, a cavallo e in bicicletta, con esclusione di qualsiasi mezzo a motore, il Sentiero della Pace, si propone la fedeltà all'itinerario storico percorso da San Francesco dopo la rinuncia ai beni del padre Bernardone

Da Valfabbrica a Coccorano
Da Valfabbrica si prosegue in direzione di Gubbio, passando il Chiascio e risalendo la strada sotto Coccorano. Alcuni biografi narrano che in questo tratto il frate subì un'aggressione da parte di un gruppo di briganti ed in seguito a ciò chiese accoglienza agli abitanti del posto.
Si suppone, senza averne la certezza, che il frate trovò rifugio presso il vicino castello di Coccorano, di proprietà della famiglia Bigazzini di Gubbio ed amica del santo dai tempi delle sue ricchezze terrene.
Questa rocca del XI secolo, insieme alle fortificazioni di Biscina e Giomici, si erge a protezione di un ampio tratto della valle del Chiascio.
Se da un lato è ancora visibile la grande torre quadrata posta sulla sinistra dell'arco d'ingresso, dall'altro, della chiesa che originariamente risultava inclusa nella cinta muraria, rimangono tracce solo nell'edificio ricostruito a poca distanza dal castello.

Da Coccorano a Biscina
Si continua in direzione Vallingegno, oltrepassando il castello di Biscina, al tempo confine tra i comuni di Gubbio e di Valfabbrica e punto fondamentale per il controllo strategico – militare, grazie alla sua posizione geografica.
Biscina, già al tempo di San Francesco, fu sottoposta a numerose dominazioni, che determinarono nelle strutture fortificate continui interventi e restauri .
Il prospetto generale del castello risulta alquanto irregolare, proprio per le aggiunte posteriori che spesso non hanno rispettato gli allineamenti preesistenti.
Il lato nord della struttura è costituito da due torri che proteggono l'ingresso a corte, la prima a destra è la maggiore, ancora intatta e coronata da merli guelfi, mentre della seconda, a sinistra, rimane ben poco.

Da Biscina a Vallingegno
Lungo la strada si possono ammirare monumenti cardine per il francescanesimo, quali la Chiesa di Caprignone, l'Abbazia di Vallingegno e l'Eremo di San Pietro in Vigneto, tutti sorti su preesistenze pagane.

Da Vallingegno a Fassia
Quasi al termine del tragitto, si possono raggiungere quei luoghi, nei quali sorsero due ospedali: Santa Maria di Fonte Salice o Montebaroncello e Santa Maria Maddalena di Fassia.
Luoghi di dolore dove si cercava assistenza e cura soprattutto per i i lebbrosi.

Da Fassia a Gubbio
Ormai in vista di Gubbio, si trovava il lebbrosario di San Lazzaro; intorno al 1240 d.C., furono costruiti la chiesa ed il convento di San Francesco, anche se in principio i francescani si erano stabiliti nella piccola chiesa di Santa Maria della Vittoria - o Vittorina.



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